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Politica

Salvini in difficoltà, ma è Forza Italia l’ago della bilancia

di Alessandro Scipioni -


Piazza Duomo torna ad ospitare bandiere e slogan sovranisti, ma dietro il palco del Senza Paura, si consuma probabilmente l’estremo tentativo di Salvini di salvare la sua leadership e la Lega Sovranista Nazionale. Matteo Salvini non teme le piazze degli antagonisti.

È il perimetro della coalizione e del suo partito a stringersi come una tenaglia. Il segretario leghista azzarda la resurrezione politica, issandosi a paladino dei patrioti europei. Eppure, l’operazione sa di estremo tentativo di sopravvivenza.

L’assenza di Roberto Vannacci a Milano era scontata. Il Generale, con il suo pedigree di comando e immune al logorio governativo, impugna il coltello dalla parte del manico. I sondaggi lo proiettano oltre i leader del Terzo Polo.

Una sua discesa solitaria in campo non sarebbe solo un problema, sarebbe il colpo di grazia per il centrodestra.

Vannacci rappresenta ancora il nuovo rispetto a Salvini, ridotto a minestra riscaldata ed organo di vecchie glorie che non riesce più a evocare.

Vannacci contende la leadership sovranista; non ha alcuna intenzione di dare respiro ad un Salvini annaspante.

La Lega storica, quella nordista, osserva distaccata. Tutto ciò non la riguarda. Governatori e base settentrionale, nel pragmatismo dell’autonomista, snobbano le velleità ideologiche del capo, sempre meno protagonista.

Per loro, conta una successione indolore, non finanziare crociate sovraniste che rischiano di allontanare l’elettorato produttivo del paese.

A incupire il quadro, la mossa di Forza Italia. Gli azzurri, bastione di un moderatismo europeista e sensibile ai diritti civili, scelgono Milano per tracciare un solco abissale con la Lega, corteggiando i nuovi italiani.

È la cartina di tornasole nel centrodestra, speculare alle differenze ideologiche del Campo Largo.

Ovviamente il Campo Largo è molto più complesso, il centrodestra bene o male da garanzie di solidità ben differenti.

Ma Forza Italia quando il centrodestra vince le elezioni è un partner fondamentale, quando il Parlamento non trova una solida maggioranza diventa un partito di responsabili di orientamento centrista.

Se si rimane sull’attuale legge elettorale si rischia una maggioranza ballerina.

Ormai sono 34 anni che il centro non può più vincere le elezioni. Ma può condizionare sicuramente maggioranze parlamentari.

Matteo Renzi sa che in politica, bisogna saper scegliere il momento. È sempre meno credibile ma è comunque un cinico esperto di giochi di palazzo.

Se non si produce una maggioranza sicura, il centro conta. Potrebbe non durare in queste condizioni qualunque governo. Però il Presidente della Repubblica dura sette anni. Il prossimo Parlamento lo eleggerà, salvo ritorni immediati alle urne, che sono altamente improbabili.

Ed il Colle in un paese sempre più diviso conta tantissimo. Nella crisi della politica conta. E molti non lo vogliono lasciare al centro destra.


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