Milano in piazza, il giorno dei Patriots: scontri al corteo antagonisti
In piazza Duomo la manifestazione anti immigrazione della Lega, idranti e fumogeni alla contromanifestazione dei centri sociali
A Milano è una giornata di passione: scendono in piazza i Patriots e la Lega, in campo pure i cortei degli antagonisti e già fioccano gli scontri con la polizia. L’iniziativa sulla Remigration ha portato all’ombra del Duomo, oltre agli esponenti del Carroccio, pure i politici del gruppo Patriots provenienti da ogni angolo d’Europa. I centri sociali sono scesi in piazza per dei contro-cortei che stanno tenendo duramente impegnate le forze dell’ordine.
Milano: scontri ai cortei degli antagonisti
I centri sociali si son dati appuntamento davanti al tribunale di Milano. Qui alcuni manifestanti hanno agitato mazzi di chiavi con l’intenzione di manifestare contro la violenza di genere e il razzismo. La tensione, però, è iniziata a lievitare quando i controcortei si sono riuniti insieme. Ci sarebbero stati dei tentativi di sfondare i cordoni di sicurezza a piazza San Babila. Dai gruppi di manifestanti di Milano dai cortei degli antagonisti sarebbero volate bottiglie e fumogeni, la polizia avrebbe risposto con gli idranti. Nel frattempo i manifestanti, replicando uno schema già visto, avrebbero allontanato tutti i giornalisti presenti.
Valditara e la piazza dei Patriots
Tutt’altro clima invece in piazza Duomo. Forti slogan contro l’immigrazione ma nessuna tensione sul fronte dell’ordine pubblico a differenza, invece, di quanto avvenuto ai cortei degli antagonisti di Milano. Il ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara ha tenuto il suo intervento: “Oggi è il giorno dell’orgoglio. Orgoglio di una civiltà che ha dato al mondo libertà e democrazia come valori universali, per tutti coloro che vogliono accettarli e condividerli. Una civiltà che ha sempre saputo accogliere chiunque sia arrivato con la voglia di costruirsi onestamente un futuro insieme con noi, accettando e rispettando le nostre leggi. Non è razzismo affermare che l’integrazione non significa accettare chiunque a prescindere, ma passa innanzitutto dalla disponibilità di chi arriva a condividere regole e un modo di vivere”.
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