Legge elettorale, maggioranza sotto sulle preferenze. Meloni: “Ha vinto la palude”
La premier rilancia e auspica "una riflessione". Il dibattito prosegue a Montecitorio, ma monopolizzato da polemiche e battibecchi
Clamoroso colpo di scena alla Camera, dove l’emendamento sulle preferenze alla riforma della legge elettorale presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc è stato bocciato con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Nel pomeriggio, l’aria nei corridoi di Montecitorio era già pesantissima. In Transatlantico i dubbi sull’esito del voto hanno tenuto banco per tutto il pomeriggio, con i deputati di maggioranza visibilmente tesi. “È un 1X2” ha riferito un azzurro mentre sfogliava il fascicolo con l’esito delle precedenti votazioni.
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A rendere la situazione ancora più incandescente, il profondo malessere emerso tra le donne di Forza Italia nel corso dell’assemblea del gruppo di questa mattina, preoccupate per l’assenza di garanzie reali sulla parità di genere nel testo. Nonostante le rassicurazioni dei leader del centrodestra, il voto segreto ha aperto la strada ai franchi tiratori. Sta di fatto che, seppure è venuto meno l’accordo tra i partiti di governo, a votare contro le preferenze è stata l’opposizione in blocco, compatta nel respingere la misura.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato duramente la premier dichiarando: “Meloni, presidente di FdI ha provato a prendere in giro gli italiani con un finto, falso emendamento sulle preferenze”. Un affondo che si sposa con la linea del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, che ha definito l’intera riforma della legge elettorale irricevibile. Giorgia Meloni, che solo poche ore prima aveva sfidato apertamente le opposizioni chiedendo di votare a viso aperto e senza nascondersi dietro lo scrutinio segreto, incassa così una sconfitta parlamentare che rischia di lasciare strascichi pesanti sulla stabilità della coalizione di governo.
Parla Meloni
“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude – scrive sui social Giorgia Meloni -. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto”.
Sul voto all’emendamento sulle preferenze, “il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci“. Così la presidente del Consiglio chiude il post prima di un P.S., commentando il voto alla Camera.
“La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.
Il dibattito prosegue
Alle 21.30, con 15 minuti di ritardo, il dibattito a Montecitorio è ripreso. Le opposizioni continuano a contestare il governo e la maggioranza chiedendo il passo della premier al Colle per le dimissioni.
i commenti dei talk tv – come fin dalle 20 i tg – incentrati sulla ricerca dei “franchi tiratori” nella maggioranza. Pare, tra 31 e 36, mentre ne sarebbe esclusa la pattuglia vannacciana, che ha fatto circolare un video che riprendeva il loro voto a favore dell’emendamento Bignami.
Molinari della Lega, fin dalle 20, aveva escluso defezioni nel voto del gruppo di deputati del Carroccio. I commenti tv insistono sui dubbi manifestati in giornata dentro Forza Italia, anche con l’evidenza pubblica da parte della capogruppo in Senato Stefania Craxi.
Un dibattito che, alla Camera, non ha esaminato alcun nuovo passaggio del testo o alcun emendamento. Battibecchi, polemiche – specie sul video diffuso dai vannacciani -, una sospensione della seduta, una occupazione dei banchi del governo, il renziano Giachetti espulso, quasi tutti gli emendamenti delle opposizioni ritirati, fino alla sospensione finale della seduta alle 23.43 con il rinvio a domattina.
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