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Diana Maruntelu: le tracce portano in Romania

di Priscilla Rucco -


Continuano senza interruzione le ricerche di Diana Maruntelu, la ragazza di quindici anni scomparsa da Giulianova, in provincia di Teramo, lo scorso 4 luglio. Da quel sabato di dieci giorni fa nessuno ha più avuto contatti con lei. La vicenda – seguita fin dall’inizio con il massimo riserbo investigativo – è ora approdata ad una possibile svolta che apre nuovi scenari sulla sua probabile destinazione.

Nata a Mirano, in provincia di Venezia, da una famiglia di origini romene, Diana viveva con i genitori proprio a Giulianova. La mattina della scomparsa era uscita di casa con l’intenzione – riferita ai familiari – di fare colazione fuori. Verso mezzogiorno è stata vista per l’ultima volta da sola nei pressi del Parco Franchi, uno dei punti di ritrovo più frequentati del centro cittadino. Da lì, ogni contatto si è interrotto. Dopo l’ora di pranzo la ragazza ha smesso di rispondere alle chiamate dei familiari, che nel pomeriggio hanno segnalato la scomparsa alle forze dell’ordine.

Diana Maruntelu: le indagini

Le verifiche tecniche disposte sull’utenza telefonica hanno permesso di seguire gli ultimi spostamenti del dispositivo della ragazza. Nel pomeriggio del 4 luglio, il telefono ha agganciato una cella nel comune di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, segnalando quindi uno spostamento lungo la costa adriatica verso nord.

La domenica successiva, 5 luglio, la stessa utenza ha sollecitato per l’ultima volta i ripetitori situati in territorio romeno, prima di spegnersi definitivamente. È proprio questo passaggio, reso noto solo nelle ultime ore, a orientare con maggiore decisione le ricerche verso il paese di origine della famiglia. A rendere ancora più intricata la vicenda concorre un ulteriore elemento: nonostante il cellulare risulti spento, i profili social della quindicenne sarebbero rimasti attivi, circostanza che gli inquirenti considerano coerente con un allontanamento pianificato piuttosto che casuale.

Vista per l’ultima volta al Parco Franchi di Giulianova

Il fascicolo è seguito dal sostituto procuratore di Teramo, Elisabetta Labanti, in raccordo con la Procura per i minorenni dell’Aquila e con i carabinieri della compagnia di Giulianova, mentre la Prefettura di Teramo coordina sul territorio le attività di ricerca. Nelle ultime ore sono stati avviati contatti diretti con le autorità di Bucarest, nella speranza di ottenere riscontri concreti sulla presenza della ragazza in Romania e di attivare, se necessario, i protocolli di collaborazione internazionale.

Per dieci giorni gli investigatori hanno scelto volontariamente di non divulgare l’identità della minore, nel timore che una diffusione anticipata potesse compromettere l’esito delle indagini. Solo con il consenso della famiglia, la Procura ha ora autorizzato la pubblicazione del nome, della fotografia e dei dati fisici: Diana è alta circa un metro e sessantaquattro, pesa intorno ai sessanta chilogrammi, ha corporatura media, capelli neri, lunghi e lisci, e occhi castani. Al momento della scomparsa indossava una maglietta blu con la scritta bianca “Adidas”, pantaloncini corti rosa, scarpe bianche “Nike” e portava con sé una borsetta rosa. Un dettaglio ritenuto significativo dagli inquirenti riguarda la sua abitazione: nessun indumento o effetto personale risulta mancante, il che lascia pensare a una partenza organizzata più che a una fuga improvvisata.

Indagini della Procura di Teramo, si valuta il ruolo di eventuali complici

Proprio su questo aspetto si concentra ora una parte rilevante delle indagini. Gli investigatori non escludono che la quindicenne possa aver ricevuto un aiuto ad allontanarsi da una o più persone maggiorenni.

Il fascicolo aperto dalla Procura per i minorenni ipotizza già possibili responsabilità penali a carico di terzi, sebbene l’ipotesi iniziale resti, comunque, quella dell’allontanamento volontario.

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