L’identità compie quattro anni: la libertà d’informazione non ha prezzo
Il quarto anniversario dall’uscita in edicola del primo numero del quotidiano L’identità, ci vede impegnati come Comitato di Redazione a ringraziare i nostri lettori per la fiducia e il sostegno che in questi anni difficili il nostro giornale ha ottenuto tenendo fede alla missione di garantire la completezza dell’informazione. Abbiamo dato spazio al pluralismo delle idee, creando un dibattito sui temi che più stanno a cuore ai nostri lettori e ai cittadini. La stella polare del nostro lavoro è stata sempre la stessa: ribadire con fermezza e senza compromessi che senza libertà di stampa non c’è libertà.
Immane lo sforzo prodotto, sui social media, con contenuti multimediali e podcast, cercando d’incontrare l’interesse dei lettori più giovani. Oggi possiamo affermare di essere un riferimento per moltissimi giovani che riconoscono al nostro marchio un ruolo di affidabilità e credibilità, certificato da milioni di visualizzazioni raggiunte.
Tra i primi quotidiani ad avviare un progetto di utilizzo dell’intelligenza artificiale, che non mortificasse la professionalità, ma che esaltasse il lavoro di informazione e controllo dei nostri giornalisti.
La nostra crescita costante è stata possibile grazie al nostro impegno quotidiano, quello della redazione, della dirigenza, dell’amministrazione, grazie al lavoro incessante dei soci della nostra cooperativa.
Ecco perché oggi possiamo festeggiare i quattro anni di pubblicazioni.
Per compiere questa straordinaria corsa ci siamo avvalsi non solo delle nostre capacità, ma anche della legge sull’Editoria e dell’aiuto dello Stato. I Padri Costituenti coscienti della fondamentale importanza della pluralità delle opinioni e della libera circolazione delle idee inserirono questi principi nella nostra Costituzione.
Ecco perché la nostra azienda tutta, censura come oscurantista e pretestuosa l’iniziativa referendaria promossa dall’ex deputato M5S Alessandro Di Battista. Una raccolta firme, promossa con la più bieca demagogia e il più facile populismo, che rischia di produrre conseguenze gravissime per il pluralismo dell’informazione, per la libertà di stampa e per la stessa qualità della democrazia italiana.
La libertà di stampa non coincide con la legge del più forte.
Un sistema dell’informazione affidato esclusivamente a gruppi di potere privati, finirebbe inevitabilmente ad asservire le molte voci del giornalismo italiano. La realtà è che l’editoria attraversa una trasformazione senza precedenti, anche a causa dell’avvento dell’Ia. Una quota crescente delle risorse pubblicitarie viene intercettata da colossi internazionali che non producono informazione giornalistica nel nostro Paese, non finanziano il lavoro delle redazioni e non garantiscono quei processi di verifica delle fonti che sono alla base del giornalismo professionale. In questo scenario, indebolire ulteriormente il nostro sistema editoriale significherebbe favorire la dipendenza dell’opinione pubblica dagli algoritmi delle grandi piattaforme e dagli interessi di soggetti che rispondono a logiche estranee al dibattito democratico nazionale.
Per queste ragioni il Comitato di Redazione stigmatizza l’iniziativa referendaria promossa da Di Battista: è un grave errore politico e culturale. In una fase storica segnata dalla diffusione della disinformazione, dalla concentrazione del potere mediatico e dalla crescente influenza delle piattaforme globali, il compito delle istituzioni è quello di rafforzare il sistema dell’informazione, renderlo più moderno, trasparente ed efficiente. Il pluralismo dell’informazione è un investimento in democrazia.
Vedere ogni mattina il nostro quotidiano in edicola è una vittoria. E per questo vogliamo ringraziare tutta la squadra e soprattutto chi fin dal primissimo giorno non ha mai smesso di credere nel nostro giornale e nel nostro progetto, Giovanni Mauro e Claudio Capotosti, due sognatori con i piedi saldi a terra.
Nel corso della nostra breve, ma intensa storia abbiamo avuto l’appoggio incondizionato di imprenditori che, con accordi commerciali rilevanti, hanno creduto all’importanza del nostro lavoro e ci hanno aiutato a diffondere le nostre opinioni.
Vogliamo citarne due su tutti: Alberto Filippi e Stefano Valore
Oggi però è un giorno speciale, L’identità compie quattro anni: il primo numero infatti è uscito il 16 giugno 2022. Da allora la nostra squadra ha lavorato duro, con grande entusiasmo e convinta perseveranza, per offrire ai nostri lettori un punto di vista originale, una chiave di lettura dei fatti il più possibile accurata, documentata, approfondita.
Abbiamo sostenuto con forza battaglie in nome del garantismo, della libertà d’espressione, del bene comune, di ciò che coinvolge quotidianamente i cittadini a livello economico, politico, sociale e culturale. Siamo cresciuti in termini numerici e di offerta editoriale. E continueremo a tirare dritto per la nostra strada: è questa la nostra identità.
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