LinkedIn non serve più? Cosa sta succedendo
I tagli dei post scritti con l'Ai, i tagli del personale....
LinkedIn non “serve” più? Per giorni il social network professionale per eccellenza si è trasformato in una città fantasma digitale: timeline bloccate, messaggi nel limbo e post spariti nel nulla. Un blackout tecnico sintomo di una mutazione genetica forzata.
La trappola dell’algoritmo “etico”
Mentre gli utenti nel panico tentavano la “lotteria della visibilità” cancellando e ripubblicando post, LinkedIn ha sguinzagliato 360Brew, un nuovo sceriffo algoritmico da 150 miliardi di parametri. La missione? Distruggere l’engagement facile. Risultato: le visualizzazioni sono crollate del 50% per il 98% degli utenti. LinkedIn ha deciso di punire chi “urla” e chi usa l’Ai per scrivere, ma lo fa mentre la sua stessa infrastruttura barcolla.
Licenziare per “reinventare”
Dietro i bug tecnici, una ristrutturazione brutale. Il ceo Daniel Shapero ha annunciato il taglio di oltre 600 dipendenti (il 5% della forza lavoro globale), colpendo proprio i settori marketing, engineering e prodotto. Il motivo ufficiale? “Reinventare il modo in cui lavoriamo” per investire nell’Ai. In pratica: si tagliano le persone per dare spazio agli “agenti di recruiting” artificiali.
Di cosa è “spia” questa crisi?
La spia di un paradosso: una piattaforma che predica l’eccellenza professionale ma che soffre di una “low skills trap” tecnologica interna. LinkedIn sta smettendo di essere una piazza per le persone per diventare un laboratorio di semantic reasoning, dove l’algoritmo decide se la tua “expertise” è reale o meno.
LinkedIn non serve più? Dipende…
Se serviva per gonfiare l’ego con i like, quel mondo è finito: i “Saves” oggi valgono 5 volte più dei “Likes”. Se serviva come porto sicuro per la carriera, i 103mila licenziamenti nel settore tech solo nel 2026 suggeriscono che il mare è in tempesta per tutti.
Resta un dubbio tagliente. Stiamo costruendo reti professionali o stiamo solo addestrando, a nostre spese, l’Ai che domani valuterà se siamo ancora utili? Finché non cambierà l’approccio, rischiamo di restare spettatori di un feed sempre più perfetto, ma sempre più vuoto. Quando, la svolta?
Torna alle notizie in home