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Attualità

Lo strano caso dell’assicurazione sui monopattini

di Giovanni Vasso -


Slitta (ancora) l’obbligo di assicurazione per i monopattini. Il governo, con i ministri ai trasporti e alle infrastrutture Matteo Salvini e alle imprese Adolfo Urso, nelle scorse settimane ha comunicato la polizza sarà obbligatoria ma non più dal 16 maggio bensì dal 16 luglio. Una scelta che, stando a quanto riferito proprio dai ministri, è stata assunta sulla scorta di una richiesta avanzata dall’Ania, che poi è l’associazione che rappresenta le compagnie assicuratrici che operano sul mercato nazionale. Ufficialmente, i dubbi di Ania riguardano “esigenze di natura tecnico-organizzativa”.

Slitta l’obbligo di assicurazione sui monopattini

Secondo quanto ha rilevato l’Aci, la ragione sarebbe da ricercare nelle banche dati da allestire, nelle piattaforme da organizzare. Infrastrutture necessarie per le compagnie e che non saranno pronte prima della prossima estate. La deadline che resta attiva, invece, è quella per il cosiddetto targhino. Ogni monopattino dovrà essere dotato di un contrassegno, anzi di una targa. Ed era quasi ora.
I monopattini in strada si stanno rivelando un vero e proprio pericolo.

Quanti incidenti per strada…

Si tratta di mezzi ad altissimo tasso di incidentalità. Solo nel 2024, stando ai dati riportati dal Sole 24 Ore, s’è assistito a un vero e proprio boom di sinistri. Ben 3.750 incidenti registrati, un numero superiore di ben sette volte a quello registratosi nel 2020 quando erano “appena” 564. Il trend è in netto aumento. E che miete vittime: ben 15, solo nel 2025, sono stati i sinistri che hanno registrato, purtroppo, dei decessi. Ed è evidente che mezzi così a rischio non possano continuare a circolare senza una copertura assicurativa che tuteli tanto i proprietari quanto gli altri utenti della strada. Il problema, come purtroppo fin troppo spesso accade, è sempre a monte.

Una decisione sballata (a monte)

Quando si decise, ai tempi dei governi Conte, di puntare fortissimo sulla mobilità elettrica concedendo bonus di ogni sorta pur di spingere i cittadini a comprare mezzi elettrici. Ulteriore agevolazione fu, appunto, quella di non imporre un obbligo di assicurazione per gli stessi monopattini. Eppure le avvisaglie già c’erano e in tutta Europa si iniziavano a scoprire i pericoli attorno al monopattino, senza considerare la pur lunga esperienza “italiana” degli scooter. E in particolare quella dei cinquantini degli anni ’80. Inizialmente senza assicurare e nemmeno con l’obbligo del casco per i maggiorenni. Poi si scoprirono i pericoli che, fatalmente, si corrono a mettersi in strada senza “proteggersi”.

Chi difende i cittadini?

Un altro problema, e non da poco, riguarda la vita quotidiana di tutti. A chi rivolgersi in caso di sinistro con un monopattino? Perché, almeno in teoria, il Fondo per le vittime stradali non copre questi incidenti dato che non è considerato un veicolo. La responsabilità ricade direttamente in capo al proprietario. E non è sempre una cosa positiva dal momento che i danni, se rilevanti, rischiano di non essere liquidati a chi li ha subiti. O, comunque, il pericolo è quello di doversi imbarcare in una procedura differente rispetto alle solite. Dall’altra parte c’è la questione delle imprese di sharing, che hanno investito nelle flotte di monopattini sapendo di agire in un determinato contesto normativo e che si ritrovano a doverne affrontare un altro con relativi costi. Insomma, un bel guazzabuglio da risolvere. E adesso bisogna fare presto. L’errore è stato a monte: non ci si mette in strada senza assicurazione (e nemmeno senza casco, a dirla tutta) solo per tentare di “elettrificare” il futuro. Il costo, in termini economici ma soprattutto di sicurezza stradale, lo paghiamo tutti. Purtroppo.


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