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Politica

Monopattini, il “flop Ania” che inguaia Salvini e Urso

Molti annunci, ma la Rca ancora non si può fare...

di Angelo Vitale -


Monopattini, un nuovo slittamento, causa “flop Ania” che inguaia Salvini e Urso.

Monopattini, un altro slittamento

L’obbligo di Rca, targa e casco per i monopattini elettrici doveva essere il fiore all’occhiello della riforma annunciata e tante volte ribaduta dal vicepremier.

Invece, la riforma si è trasformata in un labirinto di rinvii. Il “target Salvini” sta scontrando non solo contro i tempi parlamentari, ma contro una burocrazia elefantiaca che appare drammaticamente orfana di soluzioni, digitali o no che l’Ania sia in grado di individuare.

Il “braccio di ferro” tra Mit e Mimit

Dietro lo slittamento non c’è solo lentezza, ma un conflitto di competenze. Se da un lato il ministero delle Infrastrutture preme per la sicurezza immediata, dall’altro il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso deve fare i conti con l’applicabilità tecnica.

Il nodo assicurativo. Le compagnie, quindi Ania, non hanno database storici sui sinistri della micromobilità. Senza dati, calcolare il “rischio” è impossibile, e la “macchina” assicurativa non può elaborare premi equi, rischiando di paralizzare il mercato con costi fuori controllo.

L’anagrafe fantasma

Manca un registro dei telai. Equiparare un monopattino a un’auto richiede un’infrastruttura digitale che oggi l’Italia non possiede, rendendo ogni tentativo di “targatura” fisica un incubo burocratico tra motorizzazione e tabaccai. E’ il flop della stretta sui monopattini.

Una burocrazia “pre-digitale”

Il vero paradosso è il tentativo di regolamentare veicoli del futuro con strumenti del passato. La necessità di una targa fisica e di contratti cartacei è il sintomo di una macchina amministrativa che fatica a integrare l’Ai per la gestione automatizzata dei profili di rischio e delle identità digitali.

In questo scenario, lo slittamento diventa uno strumento di difesa per evitare il caos amministrativo, ma lascia i cittadini in un limbo: più sicurezza promessa, nessuna regola certa.

Previsioni: verso lo sblocco autunnale?

L’assetto della mobilità urbana italiana rimarrà sospeso almeno fino all’autunno, a sentire i più pessimisti. O forse gli “ottimisti”.

La sfida per Urso e Salvini sarà passare dalla “carta” al QR Code. Solo una digitalizzazione totale del processo (polizze pay-per-use e targhe digitali) potrà sbloccare il provvedimento senza affossare un settore che, nonostante tutto, resta fondamentale per la transizione green delle nostre città. Ma chi deve dare la “sveglia” all’Ania?

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