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Economia

L’oligarca e il banchiere: scatta l’indagine su Deutsche Bank

Trenta agenti alla sede di Francoforte: il sospetto di riciclaggio di denaro, i rapporti con Abramovich

di Giovanni Vasso -


Indagine su Deutsche Bank. Come nei film. Trenta agenti in borghese si presentano agli uffici di Francoforte di Deutsche Bank, la banca numero uno in Germania. Si qualificano e chiedono carte, documenti. Stanno indagando su mandato della Procura. Riciclaggio. È grossa. Anzi, no. È ancora più grossa: nel mirino, infatti, ci sarebbero le operazioni di una società ritenuta riconducibile a Roman Abramovic.

L’oligarca e l’indagine su Deutsche Bank

Sì, proprio lui. L’oligarca russo già costretto a cedere le quote del Chelsea a causa delle sanzioni internazionali. Un caso internazionale. Che ne scoperchia un altro. Come riporta la Suddeutsche Zeitung, il caso al centro dell’inchiesta – che oltre a Francoforte ha interessato pure una filiale di Berlino dell’istituto di credito tedesco – risalirebbe al periodo tra il 2013 e il 2018. Molto prima, dunque, del 2022, prima che le sanzioni attuali entrassero in vigore. La questione, dicono in Germania, sarebbe da riferire a diverse segnalazioni di sospetto riciclaggio che alcuni dipendenti e dirigenti Deutsche Bank avrebbero ignorato. O, quantomeno, a cui non avrebbe dato seguito in tempo utile. Perché?

La reazione dei mercati

È quello che vogliono scoprire i magistrati tedeschi. Ed è quello che vorrebbero capire anche i mercati. Il titolo, che era in recupero da diversi giorni, ha lasciato al Dax quasi il 4%. Non proprio il momento migliore dal momento che oggi i vertici della banca presentano l’ultima trimestrale e il conto finale per il 2025. Ci si aspettava una festa, con quasi 6 miliardi di utili. È rovinata. Perché in Germania ci si inizia a chiedere se ci sia dell’altro e dove potrebbe portare quest’indagine nel cuore del salotto bene della finanza teutonica. Il tempismo, dicono quelli che la sanno lunga, è tutto. Non è solo una questione di bullying or bearing, no. È una questione che interessa tutti. A cominciare dai grandi player. E, a proposito di tempi, seppur slegato dal fatto in sé è curioso ricordare che Deutsche Bank arriva già da un (altro) ruzzolone.

Un rapporto complesso (coi Treasury Usa)

Causatole da Scott Bessent, segretario Usa al Tesoro, che ha detto, pubblicamente, di essere stato “avvicinato”, privatamente, dal Ceo della banca. Che s’era premurato di fargli sapere che lui non aveva la minima intenzione di seguire le indicazioni di certi analisti della stessa Deutsche Bank, che invitavano gli istituti di credito europei a cedere i treasury americani. Gli stessi che, qualche anno fa, avevano travolto la Silicon Valley Bank e avevano fatto tremare, con le loro fluttuazioni, proprio i banchieri tedeschi.  


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