A Londra la sfida italiana per il Tiramisù da Guinness
A Roma, alla Camera dei Deputati, il tiramisù ha invaso per un attimo un ambiente dove di solito regna la burocrazia. “The Longest Tiramisù – Guinness World Record Official Attempt” promette una scena più da laboratorio di pasticceria che da convegno. Il 25 e 26 aprile, a Londra, l’obiettivo è costruire il tiramisù più lungo del mondo, con regole ferree e clima da festa di comunità.
Il luogo scelto, Chelsea Old Town Hall, mescola solennità e curiosità. E il dolce simbolo dell’italianità diventa una prova di precisione. Servono metri di base, una crema stabile, caffè costante, cacao asciutto e temperatura controllata, perché la lunghezza vale soltanto se il risultato resta credibile al morso. Il record vive di dettagli tecnici che, in pasticceria, coincidono con il gusto. Uno spessore uniforme tiene insieme estetica e taglio, mentre strati ripetibili evitano crolli e zone spugnose.
Dietro la foto da Guinness c’è un set operativo fatto di mani e tempi. Pasticceri e cuochi lavorano gomito a gomito lungo tavoli che sembrano una passerella, con attrezzature da produzione e gesti da bottega. Il montaggio assomiglia a una coreografia, perché la crema va stesa con ritmo costante e il caffè va dosato con equilibrio, altrimenti il dolce perde grazia. La certificazione corre in parallelo con il giudice ufficiale Lorenzo Veltri e con il notaio italiano a Londra Roberto Gaglione, incaricati di validare misure, pesi, tempi e requisiti previsti dal regolamento.
Il progetto nasce da Complitaly TV con Mirko Ricci e prende forma con Nexa Events Ltd. In sala si è sentita l’energia di chi sa che la cucina, quando diventa gesto collettivo, produce racconto. Rai Radio 2 ha scelto di metterci voce e curiosità, con Giovanni Alibrandi e con Elena Di Cioccio e Pippo Lorusso, volti di “Tutti Nudi”, pronti a trasformare la sfida in intrattenimento.
Sul fronte ingredienti entra in gioco una dispensa italiana pensata per la resa. Il caffè di Illy regge l’amaro, i latticini di Sterilgarda sostengono la crema e le basi di Forno Bonomi tengono la struttura, le uova di Eurovo danno corpo, mentre Gelecta offre supporto tecnico alla tenuta. Qui i marchi contano per una ragione pratica, perché un tiramisù gigante richiede gusto e sicurezza allo stesso livello. In un formato così estremo, la tentazione del gigantismo è forte. Vince chi conserva il carattere del tiramisù, l’alternanza tra cremosità e caffè e quel cacao che profuma appena davvero.
Il senso conviviale si allarga oltre il banco con concerti dal vivo e con una Italian Expo dedicata al Made in Italy. Scuole e volontari completano il quadro, perché un record ha bisogno anche di chi porta ordine e sorriso. Il cuore resta benefico. La raccolta fondi sostiene EShareLife Foundation, charity britannica rivolta a famiglie e persone in difficoltà. Si partecipa prenotando una porzione di tiramisù e si arriva al taglio finale, che somiglia a un brindisi collettivo. Il record fa titolo. La fetta racconta il lato migliore, un dolce condiviso che diventa raccolta fondi.
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