Malattia mortale misteriosa in Burundi, l’allerta Oms
Le cinque vittime registrate in brevissimo tempo presentavano un quadro clinico allarmante, caratterizzato da febbre alta, dolori addominali intensi, ittero e tracce ematiche nelle urine
L’improvvisa comparsa di una malattia emorragica non identificata nel distretto di Mpanda ha spinto il ministero della Salute del Burundi e l’Oms a dichiarare lo stato di massima allerta.
Malattia misteriosa: cinque morti
Le cinque vittime registrate in brevissimo tempo presentavano un quadro clinico allarmante, caratterizzato da febbre alta, dolori addominali intensi, ittero e tracce ematiche nelle urine.
Sebbene la rapidità dei decessi ricordi i peggiori focolai di Ebola o Marburg, i test di laboratorio condotti sui primi campioni hanno smentito il coinvolgimento di queste febbri emorragiche virali già note. E complicano la diagnosi alimentando il timore per una possibile nuova variante o un’infezione batterica atipica.
L’Oms in campo
L’Oms monitora la situazione con estrema cautela a causa della vulnerabilità cronica del sistema sanitario burundese, già provato da recenti epidemie di colera e Mpox.
La localizzazione del focolaio, situato in una zona ad alta mobilità verso la Repubblica Democratica del Congo, eleva il rischio di una diffusione transfrontaliera se l’agente patogeno non dovesse essere isolato e contenuto rapidamente.
Mentre i team internazionali collaborano per sequenziare il genoma del patogeno, la comunità scientifica resta in attesa di dati che possano escludere un rischio pandemico regionale, focalizzandosi sul rafforzamento della sorveglianza nei villaggi colpiti per prevenire una catena di contagi incontrollata.
Il rischio per il Burundi
La situazione sanitaria in Burundi è critica, segnata da una pressione costante dovuta a flussi migratori e insicurezza alimentare. Nonostante i progressi tecnologici, come l’inaugurazione delle prime strutture ospedaliere “smart” alimentate a energia solare, il sistema fatica a gestire molteplici emergenze simultanee.
La malaria resta la principale causa di mortalità, con oltre 5 milioni di casi annui, aggravata dai cambiamenti climatici.
Sebbene la trasmissione di Mpox e colera sia attualmente sotto controllo, la malnutrizione cronica e il sovraffollamento nei campi profughi mantengono altissima la vulnerabilità della popolazione verso epidemie improvvise e malattie trasmissibili.
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