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Manfredonia ecc: Pnrr, cantieri fermi e addio risorse

Persi 53 milioni, nessuna iniziativa in campo

di Giorgio Brescia -


Manfredonia, bruciante “caso spia” dei ritardi nell’attuazione del Pnrr: cantieri fermi.

Manfredonia, “caso spia” dei ritardi dei piccoli Comuni

In origine, destinati al Comune foggiano 53 milioni di euro per il superamento degli insediamenti informali di Borgo Mezzanone e per la realizzazione di servizi sociali e infrastrutture abitative, nell’ambito di uno stanziamento complessivo di oltre 103 milioni di euro per tutta la provincia.

L’obiettivo, creare posti letto dignitosi, servizi di assistenza sociale e percorsi di integrazione lavorativa per centinaia di braccianti agricoli che vivono in condizioni di marginalità estrema.

Risorse, addio

Ad oggi, nessuno dei cantieri è partito. Un blocco che non riguarda solo Manfredonia: in tutta la Puglia molti progetti Pnrr in ritardo, con una percentuale di pagamenti effettuati spesso inferiore al 30% delle somme stanziate. Ritardi analoghi, in altre regioni del Centro-Sud e nei piccoli Comuni italiani. Qui, bloccati interventi su scuole, infrastrutture idriche, servizi sociali e strutture pubbliche fondamentali.

Un fenomeno per decine di miliardi. Per la Corte dei conti, oltre 63mila progetti gestiti dai Comuni a rischio. In Campania e Sicilia, molti interventi previsti restano fermi, con percentuali di cantieri effettivamente partiti sotto la soglia del 20%. Procedure complesse, scarsa capacità tecnica negli enti locali lentezza nell’affidamento dei lavori crea un blocco reale che può tradursi in perdita di fondi e in grave freno allo sviluppo sociale ed economico dei territori.

Iniziative a rischio

Il pressing delle amministrazioni locali è intenso e trasversale. Nel Foggiano, sindaci e consiglieri comunali, anche del centrodestra, denunciano apertamente i ritardi e chiedono che i fondi non restino “congelati”. Al momento, però, non ci sono segnali ufficiali di misure straordinarie già attivate dal governo centrale per sbloccare immediatamente i progetti.

Gli strumenti esistenti per accelerare, come poteri sostitutivi, affidamenti diretti e snellimento delle procedure, richiedono tempi e decisioni che non consentono un recupero rapido: il rischio di non utilizzare pienamente le risorse entro le scadenze del Pnrr resta concreto.

Puglia, termometro del Pnrr in ritardo

Il caso di Manfredonia diventa quindi emblematicamente una denuncia strutturale. I ritardi non sono solo numeri o procedure, ma si traducono in un impatto diretto sulla vita delle persone più vulnerabili. Sindacati, associazioni di braccianti e operatori sociali segnalano come l’assenza di cantieri stia aggravando condizioni di marginalità e disagio, confermando che la disponibilità dei fondi da sola non è sufficiente. Anche altri piccoli Comuni, dove il Pnrr aveva previsto interventi fondamentali per scuole, infrastrutture di base e servizi sociali, vivono lo stesso stallo, con una percezione crescente di inefficienza e rischio di spreco.

In Puglia, una sorta di termometro nazionale dei ritardi del Pnrr. Che mostra quanto la macchina amministrativa fatichi a tradurre le risorse europee in risultati concreti e quanto sia urgente un coordinamento efficace tra istituzioni, senza creare false aspettative di interventi immediati. La denuncia che emerge dai territori, chiara e concreta. Senza azioni reali e senza una responsabilizzazione operativa degli enti locali, i fondi rischiano di restare inutilizzati. Mentre chi avrebbe dovuto beneficiarne continua a vivere nell’emergenza tra baracche, servizi mancanti e prospettive ormai al lumicino.


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