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Economia

Manifattura in Italia: crolla la fiducia, frena la produzione

di Angelo Vitale -


L’industria della manifattura italiana ha registrato un calo significativo della fiducia a febbraio, mentre cala la produzione. Secondo gli ultimi dati Istat l’indicatore generale è sceso da 89,2 a 88,5, segnalando peggioramenti degli ordini e e dei livelli di produzione.

Deteriorate le aspettative delle imprese su produzione e occupazione, con pressioni crescenti sui costi. Anche inventari più alti e giudizi negativi suggeriscono domanda più debole. La dinamica appena emersa indica che il settore resta sotto pressione e lontano dalla ripresa stabile.

Un quadro economico in peggioramento

A febbraio l’indicatore di fiducia delle imprese manifatturiere in Italia ha continuato la sua discesa, passando da 89,2 a 88,5 rispetto a gennaio. I dati diffusi da Istat mostrano che tutti i principali sottocomponenti della fiducia hanno evidenziato tendenze sfavorevoli. Il saldo tra giudizi sugli ordini correnti è diventato più negativo e anche la percezione sui livelli di produzione ha registrato una contrazione. Parallelamente, l’accumulo di scorte di prodotti finiti indica che le vendite non stanno sostenendo i livelli produttivi. E segnala un rallentamento reale della catena produttiva nel paese.

Prospettive di produzione e occupazione peggiorano

Oltre al calo dell’indicatore di fiducia, le imprese manifatturiere guardano al futuro con maggior cautela. Le aspettative di produzione per i prossimi mesi sono scese e gli imprenditori si dicono meno ottimisti rispetto a gennaio. Questa minore fiducia si riflette anche sulle prospettive occupazionali, con un saldo che è passato in territorio negativo, suggerendo che alcune aziende potrebbero rallentare nuove assunzioni o rinviare piani di crescita. La crescita delle aspettative di inflazione registra una preoccupazione aggiuntiva, traducendosi in margini sotto pressione per costi di materie prime e input produttivi.

Consumi e fiducia in controtendenza nel Paese

Nel complesso dell’economia italiana, il quadro non è uniforme. L’indice complessivo di fiducia delle imprese è leggermente sceso, mentre l’indicatore di fiducia dei consumatori ha mostrato un modesto miglioramento nello stesso periodo di febbraio. Questo contrasto indica che, sebbene i cittadini possano essere leggermente più ottimisti sulla propria situazione, le imprese produttrici restano in difficoltà. In particolare, la fiducia nel settore manifatturiero si conferma la componente più debole degli indici di sentiment economico elaborati dall’Istat, con tutte le sue componenti in territorio negativo.

Cosa significa per l’economia reale

Il nuovo calo della fiducia nel manifatturiero suggerisce che la produzione industriale italiana potrebbe restare sotto pressione nel primo trimestre del 2026, con effetti potenziali su investimenti e occupazione. Un settore manifatturiero debole può tradursi in minori ordinativi alle filiere, rallentamento degli investimenti e un impatto sulle esportazioni nei mercati esteri. Sebbene i dati non siano ancora rilevanti come una recessione tecnica, la dinamica delle attese e dei giudizi delle imprese indica una fase delicata per l’industria nazionale, che fatica a consolidare segnali di ripresa.


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