Matera può cambiare
Matera e il cambiamento che ci si aspetta a livello politico.
La Matera con la “politica in catalessi” che raccontiamo raccogliendo ovviamente consensi e obiezioni duole molto a chi, come me, la ama con intransigenza pur comprendendone difficoltà e sofferenze.
Lorenzo Rota, mio prezioso interlocutore , condivide il filo del mio ragionamento sulla “città provvisoria” (nel senso di città di cantieri che sono ormai parte di un paesaggio transitivo e consolidato) ma mi ricorda che la “politica” che io chiamo in causa non è certo il fantasma dell’Opera ma una entità concreta che vive di sigle, maschere ed opinioni.
Tutti interessi che entrano in un gioco che non può essere a somma zero cioè chiacchiera e traffico di indulgenze. La politica emana appunto dai politici che incarnano lo spirito del tempo.
E non è un mistero che la qualità “oggettiva” della opinione e della militanza politiche di cui disponiamo sia a un punto molto basso degli indici di apprezzamento. Prova ne siano il fallimento e la scomposizione delle coalizioni in un consiglio comunale ormai divenuto una “piazza d’armi” difficile da ricomporre dentro chiare relazioni e riconoscibili coordinate.
Al punto che al “vecchio” fotogramma post elettorale, oggi corrisponde un paesaggio provvisorio come provvisoria è ormai diventata la città. Non c’è acredine né malanimo. Solo l’effetto di una involuzione che costringe le città in un infelice disinteresse ,magari ad ansimare e a procedere in ordine sparso. Ricorrendo a colpi di genio e a qualche effetto speciale, fuori tuttavia dell’ orizzonte al quale dovrebbe concorrere l parte migliore, più colta, generosa e intellettualmente provveduta della città.
La verità è che sono scomparsi i partiti e sono terremotati gli schieramenti sicché per forza di cose, quando non prevale il buon senso, prevale la riffa del compromesso al ribasso o la resa
all’immobililsmo.
Matera e il cambiamento
Tutto terreno fertile per chi scambia la edilizia
(che è pratica utile e intensiva) per urbanistica
(che pretende rigore e qualche sensibilità in più). Quindi?
Uscire dal pantano si può. Stimiamo il Sindaco e i suoi diretti collaboratori, conosciamo qualità e valore di esponenti delle opposizioni. La verità è che destre e sinistre vivono qui come altrove un disordine costituito, una impalpabile assenza di significato e di ragione politica. Accampamenti che reggono solo sulla loro mutua inconsistenza.
Ecco perché sarebbe benefica la follia di un radicale ravvedimento. Una operazione di salute pubblica che raccolga “sia pure a termine” strategie condivise con la opinione popolare. È tutto ciò che serve.
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