Mattarella, Meloni e il ricordo della strage di Capaci: “Attacco feroce”
Il messaggio del Capo dello Stato e l'impegno dello Stato contro le mafie. La premier e la necessità della memoria
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda l’anniversario della strage di Capaci. Una data spartiacque nella storia dell’Italia, quella del 23 maggio del 1992. Un momento cardine nella lotta dello Stato contro la mafia. Una battaglia che prosegue, a distanza di decenni. Una guerra che non è finita né può finire. L’impegno delle istituzioni contro le consorterie criminali riparte proprio da qui. Dal ricordo di quell’attentato, dal sacrificio delle donne e degli uomini che hanno dato la vita per lo Stato.
Mattarella e il ricordo della strage di Capaci
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricordato così quei giorni: “La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani. La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica”. E quindi: “Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno”.
Da Falcone a Borsellino
Da Capaci a Via d’Amelio, la memoria di Mattarella (e del Paese) è lunga e si dipana nei ricordi concretizzandosi in un impegno che non si ferma mai. “A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia”.
Il messaggio della premier Giorgia Meloni
Dopo il messaggio di Mattarella, non è mancato quello della premier Giorgia Meloni. Che, a proposito di una ricorrenza civile fondamentale per il Paese, ha ribadito la necessità di coltivare la memoria: “Il 23 maggio 1992 – ha scritto Meloni sui social – l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro”. E infine: “Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato”.
La Russa: “Impegno rinnovato”
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa non ha mancato di ricordare, anche lui come Mattarella e Meloni, l’anniversario della Strage di Capaci. E lo ha fatto ponendo l’accento sulla necessità di rinnovare un impegno instancabile nella lotta alla mafia. “In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo. E agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992”. E ancora. “Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la nazione con coraggio, onore e senso del dovere”. Quindi l’invito. “Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa”.
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