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Esteri

Migranti, Berlino alza il muro sui dublinanti, Roma: “Non ne abbiamo”

di Paolo Stefani -


La questione migratoria nel post Ceuta torna a far discutere (ancora) l’Europa e apre un nuovo fronte di tensione, stavolta tra Italia e Germania. Berlino annuncia di voler riattivare i trasferimenti verso Roma dei cosiddetti “dublinanti”, i migranti entrati nell’Unione europea dall’Italia e successivamente spostatisi in altri Paesi membri.

Una scelta che il governo tedesco presenta come semplice applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, ma che arriva in un momento politicamente delicato e rischia di complicare ulteriormente i rapporti tra i partner europei.

Berlino sui migranti “dublinanti” e la risposta di Roma

“Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo”, ha spiegato un portavoce del ministero dell’Interno tedesco, sottolineando che Berlino si aspetta la ripresa dei trasferimenti verso Italia e Grecia. La posizione tedesca arriva mentre il cancelliere Friedrich Merz si prepara al primo importante appuntamento elettorale dell’autunno, il voto in Sassonia-Anhalt del 6 settembre, dove l’AfD è indicata in forte ascesa.

Da Roma, però, arriva una replica netta. Secondo fonti del Viminale, con la Germania e altri Paesi europei sarebbero già stati considerati azzerati i casi relativi agli arrivi precedenti al 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto. Inoltre, sostengono le stesse fonti, è ancora troppo presto per stabilire se vi siano persone arrivate in Italia dopo quella data che siano già transitate in Germania.

Il governo italiano potrebbe inoltre chiedere una compensazione, considerando anche i migranti soccorsi dalle Ong battenti bandiera di altri Paesi europei, in particolare tedesche.

La gestione migranti e il richiamo della Commissione Ue

Sul tavolo resta però anche il richiamo della Commissione europea. In una valutazione del 15 luglio, Bruxelles aveva rilevato che l’Italia non aveva ancora dato piena attuazione alle nuove norme sui trasferimenti. Tra il 12 giugno e il 7 luglio erano state presentate 12 richieste di trasferimento verso l’Italia, tutte respinte. Secondo la Commissione, lo Stato destinatario non può semplicemente rifiutare il trasferimento, ma deve proporre una data alternativa, salvo decidere di farsi carico direttamente della domanda di asilo.

La crisi si inserisce nel clima già teso dopo la decisione italiana di reintrodurre i controlli alla frontiera con la Spagna, legata alla crisi migratoria di Ceuta. Madrid ha risposto con una misura analoga, mentre Berlino sembra ora intenzionata a far valere con maggiore rigidità le nuove regole europee.

Una dinamica che preoccupa Bruxelles: il rischio è che l’estate riapra una frattura sulla gestione dei migranti proprio mentre l’Unione si prepara a un autunno politicamente delicato.


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