Monti, il campo largo e “il nazionalismo” che oggi “è la pace”
Non vogliamo suggerire ma è un dato di fatto: il campo largo, per provare a battere il destra-centro a guida Meloni, ha bisogno di un federatore, che superi la dicotomia Schlein-Conte in una sintesi felice (e sì, qui siamo ironici). Ebbene, lo scontro tra Monti e il generale Vannacci andato in scena nei giorni scorsi a Cernobbio è stato in tal senso illuminante.
L’ex premier del governo tecnico più lacrime e sangue che l’Italia ricordi, per controbattere le posizioni del leader di Futuro Nazionale in materia di Ue e sovranismo, ha lanciato – idea inedita, strabiliante – l’allarme fascismo. Già questo basterebbe per ergerlo a leader supremo del campo largo – tutto Costituzione antifascista e niente arrosto. Per non parlare poi di quanto Monti sia un ultrà delle politiche di Bruxelles (e purtroppo per noi anche dell’Eurotower d’avorio).
L’ex commissario Ue poi ha spolverato Mitterand – “Il nazionalismo è la guerra” – sempre in chiave anti sovranista. Ebbene, visto che ne ha parlato lui, vorremmo ricordare che allo stato attuale è l’Ue (con la Nato per interposta Ucraina) che è in guerra contro la Federazione Russa. E che partiti come quello di Vannacci o AfD in Germania sono contro la guerra e per la fine delle sanzioni a Mosca. Quindi, applicando la logica, la citazione di Mitterand oggi va ribaltata: “Il nazionalismo (che è il sovranismo se contrapposto al governo centrale di Bruxelles) è la pace”.
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