Moretti scarcerato, l’Italia richiama l’ambasciatore in Svizzera
Ora Roma attende una risposta formale da Berna
L'ambasciatore d'Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado
L’Italia ha deciso: richiama a Roma l’ambasciatore a Berna in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti, l’imprenditore proprietario del bar di Crans‑Montana. Ieri rimesso in libertà l’indagato per la tragica esplosione di Capodanno che ha causato 40 vittime e oltre 100 feriti. La misura adottata dal governo italiano, un netto segnale di disappunto formale verso le autorità giudiziarie svizzere. Si apre un fronte di possibile tensione diplomatico tra Roma e Berna, con riflessi potenziali nei rapporti bilaterali.
Perché l’Italia ha richiamato l’ambasciatore in Svizzera
La decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, nonostante l’accusa di omicidio colposo plurimo connessa alla tragedia. Una questione percepita in Italia come un atto che sminuisce la gravità dei fatti e la sofferenza delle famiglie delle vittime.
Per il governo italiano, guidato dalla premier Giorgia Meloni, la scelta giudiziaria svizzera pone questioni rilevanti. Ciò, sul piano della tutela delle persone coinvolte e della comune percezione di giustizia, rendendo indispensabile una corretta rappresentanza dei motivi di contrarietà alle autorità elvetiche.
Il richiamo dell’ambasciatore Cornado è stato motivato proprio per avviare consultazioni ufficiali con la Svizzera e rappresentare le preoccupazioni dell’Italia.
Le reazioni istituzionali italiane
Il disappunto italiano è stato espresso con durezza sia dalla premier Giorgia Meloni sia dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Meloni ha definito la scarcerazione di Moretti un “oltraggio alla memoria delle vittime”. Tajani ha parlato di “indignazione profonda”. Entrambi hanno insistito sul fatto che il caso richiede un confronto serrato con le autorità svizzere per ottenere spiegazioni trasparenti e soddisfacenti, oltre a sollecitare un’accelerazione del procedimento penale.
Cosa significa richiamare un ambasciatore
Il richiamo di un ambasciatore è uno strumento di diplomazia formale utilizzato per segnare disaccordo o seria preoccupazione verso un altro Stato, senza però interrompere completamente i rapporti diplomatici. In questo caso, l’Italia ha scelto questa forma di protesta per sottolineare la gravità del suo disappunto e per dialogare direttamente con la Svizzera sulle scelte giudiziarie e sulle implicazioni del caso Moretti, in attesa di ricevere risposte ufficiali in merito.
Cosa potrebbe accadere nei rapporti bilaterali
Al momento non è stata messa in discussione la sovranità giudiziaria svizzera, né l’intento italiano è quello di interrompere i rapporti diplomatici. Tuttavia, la decisione di richiamare l’ambasciatore marca una fase di tensione nei rapporti bilaterali.
Nei prossimi giorni Roma si aspetta una replica ufficiale da Berna che chiarisca le ragioni e i criteri di valutazione adottati dagli inquirenti svizzeri. Se la risposta non soddisferà l’Italia, è possibile che Roma adotti ulteriori iniziative diplomatiche, pur evitando l’escalation che potrebbe compromettere relazioni storicamente stabili.
Il quadro giudiziario e le richieste italiane
La scarcerazione di Moretti, disposta dietro pagamento di cauzione e con misure cautelari alternative come l’obbligo di firma e il ritiro dei documenti, ha suscitato critiche non solo da parte delle istituzioni, ma anche delle famiglie delle vittime e di alcuni legali italiani.
L’Italia insiste affinché il procedimento penale prosegua con tempi coerenti con la gravità dei fatti e tenga conto delle esigenze di trasparenza e di tutela delle parti lese. Resta però fermo che il sistema giudiziario svizzero opera in base alla propria normativa e alle garanzie processuali vigenti. Su questo terreno il conflitto resta di natura tecnica e giuridica, pur con forti implicazioni politiche.
Tensione ma non rottura
La decisione italiana di richiamare l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado segna un momento di forte protesta diplomatica, ma non una rottura. È un passo che punta a ottenere chiarimenti formali e confronti istituzionali sulla vicenda Moretti e sul modo in cui la magistratura svizzera ha interpretato e applicato le misure cautelari. La risposta di Berna nei prossimi giorni sarà cruciale per comprendere se il caso evolverà verso un raffreddamento dei rapporti o se si troverà terreno comune per stemperare le tensioni.
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