L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Chi di Blog ferisce, di Conte perisce

Tra blog che sclerano e pochette che replicano, ecco lo psicodramma dei 5 Stelle. Dalle battaglie storiche alle poltrone: la satira sul duello Grillo-Conte

di Anna Tortora -

Beppe Grillo durante il suo spettacolo 'Io sono un altro' a Fiesole (Firenze), 17 giugno 2024. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI


Esiste uno spettacolo comico ben più esilarante delle vecchie tournée nei teatri: la psicodrammatica resa dei conti dentro il Movimento 5 Stelle.
Con straordinaria tempestività (giusto il tempo di veder finire la giostra) Beppe Grillo è tornato a ruggire dal suo blog per ricordarci una verità sconvolgente, un’intuizione da Premio Nobel per la Filosofia: la politica ha cambiato il MoVimento. Rivelazione shock. Chi l’avrebbe mai detto che trasformare un vaffanculo di piazza in uno stipendio parlamentare con nota spese allegata avrebbe alterato la purezza dello spirito originario?

Grillo e la nostalgia del Movimento 5 Stelle

Il Garante addolorato guarda le sue creature e piange. Ricorda con nostalgia i tempi d’oro del reddito di cittadinanza, del limite dei due mandati e della democrazia diretta a colpi di clic sulla piattaforma Rousseau. Quegli stessi ideali che oggi, a suo dire, la “politica” avrebbe svuotato trasformandoli in vuoti slogan. Un’autentica ingiustizia per chi, dopo aver arruolato per anni la crème de la crème del pensiero contemporaneo – da Luigi Di Maio ad Alessandro Di Battista, passando per le perle oratorie di Paola Taverna – pensava di aver fondato l’Accademia Platonica del Terzo Millennio.

E ora che in cima alla torta è rimasta la ciliegina Giuseppe Conte, l’Elevato si risveglia dal torpore per spiegarci l’ovvio. Con la solita aria da profeta incompreso, Grillo invita a ripartire “dall’ascolto”, scoprendo improvvisamente l’Intelligenza Artificiale, la sicurezza e la tutela dei dati. Praticamente un sussulto di modernità che arriva con lo stesso ritardo dei treni regionali a metà agosto.

La replica dell’Avvocato del Popolo, intanto, non si è fatta attendere. Respinta ogni accusa al mittente con l’iconica sicurezza di chi sente ancora l’eco degli applausi delle conferenze stampa a reti unificate. Conte ha liquidato il fondatore con una battuta fulminante sul passato: “Grillo dice che abbiamo perso l’identità? Beh, lui disse che Draghi era un grillino, fate un po’ voi”. Touché. Effettivamente, sulla capacità di giudizio politico del comico genovese si potrebbero scrivere interi manuali di comicità involontaria.

Nel frattempo, al centro di questo epico scontro tra giganti del pensiero, resta immobile il vero pilastro della baracca: la base. La fedelissima truppa dei sostenitori che negli anni ha sviluppato un’incredibile elasticità mentale. Un popolo disciplinato, addestrato a ripetere a pappagallo qualsiasi mantra venga calato dall’alto: se ieri la parola d’ordine era il verbo di Grillo, oggi è la pochette di Conte. L’importante è non pensare troppo, che poi viene il mal di testa.

Dalla scatola di tonno al tonno in scatola

Un movimento nato per aprire il Parlamento come una scatola di tonno si è ritrovato scatolato, inscatolato e condito dall’olio della politica politicante. E a noi non resta che goderci lo spettacolo di due leader fortissimi, convintissimi e meravigliosamente comici.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA


Torna alle notizie in home