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Politica

Preferenze? Da Tajani un’apertura condizionata

"Un eventuale emendamento che inserisca il tema delle preferenze può essere esaminato in maniera positiva"

di Redazione L'Identità -


Il dibattito sulla riforma della legge elettorale entra in una fase cruciale con l’inizio dell’esame al Senato: al centro del confronto politico in maggioranza, l’eventuale reintroduzione delle preferenze. Tema al quale il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, guarda con una posizione di apertura condizionata.

L’apertura condizionata di Tajani e la e ricerca dell’unità di coalizione

Sulla possibilità di reintrodurre le preferenze nel testo, il leader azzurro conferma che «un eventuale emendamento che inserisca il tema delle preferenze può essere esaminato in maniera positiva», ma pone una condizione chiara sui tempi e sul metodo.

«Vogliamo che prima del deposito dell’emendamento ci sia un confronto tra le forze di centrodestra con l’obiettivo di trovare un accordo, perché anche noi abbiamo alcune cose da proporre per modificare la legge senza poi dover fare l’accordo in Aula», precisa Tajani.

Per questo motivo, i vertici di Forza Italia interessati alla questione elettorale — tra cui il vicesegretario Benigni, il responsabile elettorale Battilocchio e il vicepresidente del gruppo al Senato Rosso — hanno già formalizzato la richiesta per «una riunione che ci sarà la prossima settimana, in modo da poter far sì che ci sia un accordo di un centrodestra coeso e unito».

In quella sede, aggiunge Tajani, «siamo pronti in maniera positiva ad ascoltare le richieste di chi vuole inserire le preferenze. Ma vogliamo anche fare in modo che alcune nostre richieste vengano accolte con uno spirito costruttivo e positivo, convinti che, come al solito, il centrodestra troverà un accordo».

Il percorso parlamentare e la centralità della stabilità

La linea del partito punta a un testo blindato da consegnare all’Aula: «Andiamo coesi come centrodestra e arriveremo in Aula coesi e uniti. Ne sono sicuro, dopo aver messo a punto i testi che dovranno correggere la legge così come è uscita dalla Camera per poi rimandarla alla Camera».

Tajani ribadisce che Forza Italia affronta la discussione «con la voglia di essere protagonisti di una riforma che deve garantire stabilità al Paese, perché l’obiettivo primo non è il correttivo che si può portare, l’obiettivo primo è quello di garantire stabilità al Paese».

Dalla legge elettorale all’economia: l’impatto su imprese e lavoro

Secondo il vicepremier, la certezza delle regole elettorali si riflette direttamente sul tessuto economico nazionale.

«Garantire stabilità al Paese significa favorire investimenti interni, investimenti stranieri e permettere alle imprese di poter pianificare le loro attività e i loro investimenti. Perché sanno che ci sarà un governo che durerà almeno 5 anni», spiega Tajani. Ricordando pure che «l’obiettivo primo della legge elettorale è la stabilità».

La visione di Forza Italia lega quindi le dinamiche parlamentari allo sviluppo produttivo.

«A noi interessa – dice Tajani – la stabilità perché per noi è fondamentale favorire la crescita economica del nostro Paese. Favorire la crescita economica significa creare più posti di lavoro — oltre a 1.200.000 posti che abbiamo realizzato con l’attività di questo governo —. Aumentare i salari (non il salario minimo che piace alla sinistra, ma semmai il salario ricco) e ridurre la pressione fiscale».

In conclusione, Tajani rivendica la visione strategica dell’intervento normativo: «Tutto questo che stiamo facendo anche sulla legge elettorale è funzionale a fare il resto. Perché più cresce l’economia, più posti di lavoro ci sono, più c’è lavoro, più c’è libertà e più dignità per ogni cittadino e cittadina italiano».

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