Squalifica record: ecco cosa è accaduto in Brasile
La Corte Suprema di Giustizia Sportiva del Brasile ha emesso una sentenza destinata a far discutere il calcio mondiale
La squalifica record in Brasile: stop al difensore “finché l’avversario non torna in campo”.
Squalifica record in Brasile
La Corte Suprema di Giustizia Sportiva del Brasile ha emesso una sentenza destinata a far discutere il calcio mondiale.
Scatta la sospensione di un calciatore legata direttamente ai tempi di guarigione e al ritorno agli allenamenti della sua “vittima”.
Chi sono i protagonisti e cosa è successo?
L’episodio coinvolge Victor Gabriel, difensore dell’Internacional. Durante il match del campionato brasiliano disputato contro il Cruzeiro, il difensore si è reso protagonista di una entrata estremamente irruenta e sconsiderata ai danni dell’attaccante avversario Gabriel Pec.
Il duro scontro di gioco ha causato la frattura della gamba sinistra per Pec, costretto ad abbandonare la gara in barella e ad affrontare un lungo iter di riabilitazione.
La motivazione del provvedimento
Tradizionalmente, la giustizia sportiva commina le squalifiche basandosi sul numero di giornate o su un lasso di tempo fisso definito a calendario.
In questo caso, il tribunale sportivo brasiliano ha applicato un principio di proporzionalità e reciprocità della sanzione.
Lo stop legato alla guarigione
Victor Gabriel rimarrà squalificato e non potrà scendere in campo per alcuna gara ufficiale fino al giorno in cui Gabriel Pec non riceverà l’idoneità medica e tornerà ad allenarsi regolarmente con la propria squadra.
Il tetto massimo
Per evitare una sospensione illimitata nel tempo in caso di complicazioni mediche estreme, la Corte ha comunque fissato un limite massimo di 180 giorni di squalifica. Per l’attaccante del Cruzeiro, Gabriel Pec, operato per la frattura della tibia, i medici stimano un recupero di circa 3-4 mesi.
Nel corso del procedimento, lo stesso Victor Gabriel ha espresso profondo rammarico, dichiarando la totale involontarietà dell’intervento e chiedendo scusa all’avversario.
È un precedente unico al mondo?
La modalità con cui è stata formulata la sentenza costituisce una sanzione senza precedenti nel calcio professionistico moderno.
Nel dibattito sportivo, spesso invocata la regola del “chi ferisce deve stare fuori quanto il ferito”.
Gli organi disciplinari internazionali (Fifa e Uefa) e le federazioni nazionali hanno però sempre evitato di legare la durata di una squalifica allo stato di salute di un avversario per evitare incertezze giuridiche.
La decisione del tribunale brasiliano rompe questo schema. E’ già considerata un potenziale caso di studio per la giurisprudenza sportiva internazionale.
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