Mr. President con l’Italia non ci provare
In una sorta di tempesta perfetta, l’ennesima trumpata del presidente Usa è arrivata via La7 per la gioia di sinistri figuri tipo Bonelli di Avs: “La Meloni mi ha implorata per fare la foto con me, mi ha fatto pena”. Immediata la replica della premier: “Dichiarazioni totalmente inventate, sono allibita”. Poi il contrattacco: “Posso solo dire che dispiace” che Trump “non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente”.
Infine la frase più potente, iconica, da scolpire nel marmo: “Una cosa” il presidente Usa “se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”. DA qui una giornata all’insegna dell’orgoglio patriottico, della levata di scudi di tutte le istituzioni – a partire dal capo dello Stato Mattarella. Tuttavia c’è chi pur di colpire anche stavolta il capo del governo è arrivato a dire che le parole di Trump sono “il frutto della subalternità dell’Italia agli Usa” – puro delirio.
Per non parlare di chi ha voluto dare per vera la storia della foto: “Perché dovremmo dubitare di Trump?”. E certo, perché mai dovremmo: d’altronde è soltanto un anziano trombone che arriva al G7 e dice “io sono il boss”. Stiamo parlando dell’uomo più potente del mondo che dopo aver perso la guerra con l’Iran ha avuto la faccia di bronzo di parlare di “resa incondizionata di Teheran”. Mr. President, con l’Italia non ci provare.
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