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Nave di Emergency verso Bari, a bordo naufraghi con ustioni e stremati

Sulla imbarcazione anche 7 cadaveri

di Askanews -


Milano, 18 ago. (askanews) – La nave Life Support di Emergency è in viaggio verso il porto di Bari, lontano 3 giorni di navigazione, oltre 600 miglia nautiche, dal punto in cui, lunedì mattina, l’equipaggio ha soccorso un barchino di legno sovraffollato, con a bordo 57 persone. Sulla nave ci sono anche sette cadaveri, persone trovate già prive di vita al momento del salvataggio, per altre due persone in condizioni critiche è stato richiesto e ottenuto un MedEvac, tramite la Guardia Costiera italiana, un intervento medico urgente per cure in un ospedale attrezzato. Tutti gli altri stanno affrontando il lungo viaggio.

“I naufraghi a bordo sono codici verdi, alcuni casi presentano un potenziale disturbo post traumatico da stress – ha spiegato la dottoressa Virginia Gatto, a bordo della nave. – A livello fisico abbiamo qualche caso di lieve disidratazione e circa una decina di ustioni di secondo grado da acqua di mare e benzina”.

Il personale di Emergency che si sta prendendo cura delle persone a bordo ha riferito che una volta soccorse “sono crollate a dormire per la stanchezza” e ha condannato la scelta del porto di Bari da parte delle autorità. “Questa prassi di assegnare porti lontani deve finire perché non fa altro che svuotare il Mediterraneo centrale dalle navi delle Ong”, ha detto Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency.

“Una decisione – ha spiegato inoltre l’ong – che costringe i naufraghi, soggetti vulnerabili che hanno già alle spalle esperienze difficili e traumatiche e che dovrebbero raggiungere un posto sicuro nel minor tempo possibile, a ulteriori giorni di navigazione, posticipando la richiesta di protezione e l’accesso a servizi sanitari.


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