L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

ChatGPT e minori: ora l’Ai cambia pelle

Nasce una versione del celebre chatbot progettata appositamente per gli utenti tra i 13 e i 17 anni

di Elizabeth Costello -


ChatGPT cambia pelle per gli adolescenti: sicurezza potenziata o mossa difensiva?.

ChatGPT per i minori

La decisione di OpenAI di lanciare ChatGPT for Teens — una versione del celebre chatbot progettata appositamente per gli utenti tra i 13 e i 17 anni — è destinata a far discutere genitori, educatori ed esperti di tecnologia.

L’iniziativa nasce con un obiettivo dichiarato ed edulcorato. Si vuole promuovere un uso sano e consapevole dell’intelligenza artificiale, guidando i più giovani verso il pensiero critico e lo studio. Tuttavia, la mossa della big tech guidata da Sam Altman poggia su basi ben più complesse.

La svolta dopo le tragedie e le battaglie legali

La nascita di questo profilo protetto rappresenta la risposta diretta a mesi di crescenti critiche e pressioni giudiziarie circa l’impatto dei modelli conversazionali sulla salute mentale e lo sviluppo cognitivo dei minori.

Le maglie della sicurezza erano già state parzialmente strette dopo il caso di un sedicenne che si era tolto la vita. Una vicenda che aveva spinto i familiari a citare in giudizio OpenAI ritenendola corresponsabile dell’accaduto.

Con questo aggiornamento, la piattaforma applica una deviazione automatica.

Il riconoscimento anagrafico

Ggli utenti iscritto con un’età compresa tra i 13 e i 17 anni vengono reindirizzati di default su ChatGPT for Teens.

Le limitazioni sulle relazioni simulate

Le nuove linee guida impediscono al chatbot di manifestare finti sentimenti, simulare una coscienza propria o alimentare legami parasociali ed emotivi con l’utente.

I filtri rafforzati

Barriere più rigide bloccano l’accesso a temi legati ad autolesionismo, disturbi alimentari, violenza e comportamenti a rischio.

I dubbi aperti: vera tutela o contromisura d’immagine?

È proprio sull’efficacia di questi paletti che si accenderà il dibattito pubblico e regolatorio nei prossimi mesi. Le perplessità sollevate da esperti del settore e associazioni per la tutela dei minori sono molte

L’efficacia del blocco anagrafico

L’automatismo si basa sui dati forniti al momento dell’iscrizione. Resta da capire come il sistema impedirà ai ragazzi di aggirare il filtro semplicemente dichiarando una data di nascita falsa.

La delega cognitiva

Lla presenza di un tutor virtuale sempre disponibile rischia di deresponsabilizzare lo sforzo di studio tradizionale, incentivando forme di dipendenza intellettuale precoce.

Il confine dell’emotività

Disinnescare la tendenza dell’Ai ad “affezionarsi” o dare consigli pseudo-psicolologici è un passo doveroso, ma gli algoritmi rimangono progettati per trattenere l’attenzione dell’utente il più a lungo possibile.

La sfida per scuole e famiglie continuerà ad essere quella di non delegare la protezione dei ragazzi a un semplice algoritmo di controllo, mantenendo centrale la mediazione umana nell’accesso alle nuove tecnologie.

Leggi tutte le news di Tecnologia


Torna alle notizie in home