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Oggi lo sciopero dei giornalisti: le ragioni del sindacato

Non c'è trattativa tra sindacato ed editori: la nota della Fnsi

di Cristiana Flaminio -


Oggi nuovo sciopero dei giornalisti. La Fnsi ha indetto per la giornata di oggi 16 aprile una nuova astensione dal lavoro. Si tratta del secondo sciopero in poche settimane dopo quello che si è registrato già il 29 marzo scorso. Sullo sfondo c’è sempre il braccio di ferro del rinnovo del contratto di lavoro della categoria. Che, stando a quanto riportano e denunciano i giornalisti stessi, è scaduto ormai da dieci anni. E su cui non sarebbero arrivate proposte né bozze di lavoro condivise con gli editori.

Oggi lo sciopero dei giornalisti: ecco i motivi

La vicenda è dunque tutta legata a questioni relative al lavoro e agli emolumenti. Le trattative per il contratto nazionale di lavoro tra Fnsi e Fieg non sono mai decollate, a utilizzare un eufemismo. Il tavolo è ribaltato ormai da qualche tempo e non sembrano all’orizzonte schiarite nelle trattative che autorizzino a ipotizzare un veloce ritorno ai negoziati per le parti coinvolte nella questione. Lo sciopero dei giornalisti, dunque, è iniziato e durerà per l’intera giornata di oggi 16 aprile.

Le ragioni del sindacato

In una nota, la Fnsi ha riferito le ragioni dello sciopero: “Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile”. E dunque: “Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da dieci anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione”.

Non solo contratto: Ai e precariato

Il sindacato aggiunge: “Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top”. Quindi la vexata quaestio del precariato: “E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà”. Lo sciopero dei giornalisti dunque appare inevitabile: “Riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci”.


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