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Cultura & Spettacolo

Crepet al Festival filosofico del Sannio: “Tutto ciò che è comodo è stupido”

di Angela Arena -


La bellezza è ciò che facciamo… a me sembra molto banale quello che fa un robot, pensiamo che ciò che è comodo sia anche intelligente invece è stupido… chi vuole male all’umanità ha inventato la comfort zone” così ai microfoni de L’Identità, lo psichiatra e sociologo italiano Paolo Crepet, ospite, lo scorso 17 marzo al III appuntamento del Festival Filosofico del Sannio, svoltosi nella prestigiosa cornice del Teatro San Marco di Benevento.

Nel corso della lectio magistralis su “Il reato di pensare”, dal titolo del suo ultimo libro, lo psichiatra veneto ha più volte toccato il tema dell’intelligenza artificiale e a proposito dei conflitti e l’utilizzo dei droni ha dichiarato “Siamo artificialmente idioti e senza cuore, non ci trovo niente di intelligente a buttare giù un ponte”.

Ma le sue riflessioni si sono spinte oltre, soffermandosi sull’accettazione delle nostre imperfezioni e del nostro lato più malinconico ed oscuro. Ed invero, con il suo stile narrativo unico, Crepet ha evocato un incontro straordinario avvenuto nel 1966 tra un genio dell’arte pittorica come Mark Rothko ed i Rolling Stones, all’epoca ancora molto giovani ma già famosi, grazie al quale nacque una canzone poi divenuta colonna sonora di intere generazioni: Paint it, Black

Rothko e gli Stones: la notte in cui nacque «Paint It, Black»

“A New York nel 1966 succede uno strano incontro, in un museo viene celebrato il genio di un artista straordinario venuto con i suoi genitori dal baltico il suo nome è Mark Rothko, papa è mamma emigrati gente semplice” e prosegue

Lui nasce e cresce ribelle, che non vuol dire spaccare una vetrina ma vuol dire declinare verbi che tu non conosci, questa è la ribellione. Così comincia a dipingere… era famoso non tanto per i colori pieni, quanto per le stratificazioni, anche questo è un termine meraviglioso” sottolinea Crepet “la nostra vita è stratificazione non è colore pieno… vi fu una grande inaugurazione della mostra a lui dedicata nel corso della quale giunse tanta gente tra cui anche 5 ragazzi… questi ragazzi erano già entrati nel mondo delle star, si fermarono in una delle sale della mostra davanti a un grande quadro il quadro si chiamava ‘black on gray’ nero su grigio, e questi ragazzi vennero rapiti da questo nero… quella notte stessa scrissero una canzone divenuta colonna sonora per intere generazioni, il nome è ‘painting black’ e i ragazzi erano gli Stones“.

Il nero dell’anima: imperfezioni, malinconia e sogni come terapia

“Un vero e proprio inno alla malinconia“, ha precisato il sociologo “all’idea che il nero esiste nella nostra vita: esistono le imperfezioni e chi vuole tutto perfetto è un semplice mostroperché anche l’angoscia fa parte della nostra esistenza”. Rivolgendosi ai più giovani li ha esortati ad avere sempre più ambizioni anche se incongrue, perchè la vera terapia per le nostre ansie sono i sogni “mettete un po’ di poeti nelle vostre scuole… bisogna avere delle ambizioni se non avete ambizioni siete morti, tirate fuori le vostre ambizioni anche se incongrue”.

Bowie, il coraggio e la bellezza: «Tutto ciò che è comodo è stupido»

Il discorso è naturalmente sfociato sul tema del coraggio, molto caro all’autore: anche qui lo scrittore ha menzionato un aneddoto, questa volta riferito ad un’icona di stile del panorama musicale mondiale David Bowie “Un giornalista gli chiedeva come avesse fatto lui da un sobborgo di Londra a riempire tutti gli stadi del mondo e lui, sdraiato su un divano viola gli sorrideva e poi rispose – non ho mai suonato per la gente” questo, sottolinea Crepet, vuol dire “avere un coraggio immenso”.

Soffermandosi poi, sul tema della bellezza, titolo della XII edizione della kermesse, Crepet ha ribadito che essa sta in ciò che creiamo da soli “Tutto quello che è comodo è stupido, un amore comodo non vale niente l’amore comodo è tribolato”.

Infine, sulle brutture che sconvolgono il mondo contemporaneo ha detto “Dite di no alla violenza ai bulli a tutta sta gente mediocre e impotente che si gonfia il petto”.

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