Il Papa e le insidie dei giovani: “Falsa meritocrazia li paralizza”
Il monito del Pontefice: "Falsi maestri promettono risposte rapide"
Papa Leone parla ai giovani e deplora la “falsa meritocrazia” che paralizza le nuove generazioni. Questa mattina, il Pontefice ha ricevuto in Vaticano i partecipanti al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria. A loro ha consegnato le sue riflessioni sui giovani, sulle dinamiche che li attraversano (e li bloccano) e sulla spietatezza di un mondo che “mette continuamente a confronto e classifica in modo spietato”.
Il Papa contro la “falsa meritocrazia”
Il Pontefice ha iniziato il suo intervento con una premessa: “Non pochi giovani, oggi, sono come paralizzati dalla paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di essere malintesi, di non corrispondere alle aspettative. Viviamo in una cultura della prestazione che mette continuamente a confronto e classifica in modo a volte spietato”. “Una meritocrazia – ha tuonato Papa Leone – male intesa finisce per non rispettare le persone. Per questo molti finiscono per rinunciare prima ancora di provare”. Un problema che non è solo generazionale ma che si sta ripercuotendo tanto sull’economia quanto sulla tenuta sociale dei Paesi.
“No ai falsi maestri”
Leone ha poi messo in guardia tutti. Per primi gli adulti, gli educatori e gli insegnanti: “Aiutate i giovani che incontrate ad essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta. Il coraggio nasce da un patto di fiducia: dall’esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso”. Quindi si è rivolto proprio ai giovani: “Falsi maestri e messaggi ingannevoli promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani. Voi, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro. Come il Risorto con i discepoli di Emmaus, che si avvicina, cammina con loro, ascolta, spiega, fa ardere il loro cuore e, infine, si lascia riconoscere allo spezzare del pane”.
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