Passaporti Trump? L’ultima trovata della Casa Bianca
Continua la "personalizzazione" dell'amministrazione Usa sui più più diversi aspetti della vita degli Stati Uniti
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Dopo le Gold Cards tuttora avvolte da un fitto mistero e dall’ombra di un flop, i passaporti Trump sono l’ultima trovata della Casa Bianca.
I passaporti Trump
In occasione del 250esimo anniversario dell’indipendenza americana, il Dipartimento di Stato ha annunciato il rilascio di passaporti in edizione limitata che includono ufficialmente l’immagine di Donald Trump.
Cosa c’è di vero?
Secondo le anticipazioni ufficiali riprese da Fox News e confermate dalle agenzie, il nuovo documento presenta caratteristiche uniche che rompono con la tradizione democratica statunitense.
L’immagine interna. Sulla copertina interna comparirà il volto di Donald Trump incorniciato dalla Dichiarazione d’Indipendenza e dalla bandiera americana.
La firma d’oro. Sotto l’effigie del presidente sarà presente la sua firma in colore oro, un dettaglio grafico mai utilizzato prima su documenti di viaggio ufficiali per un leader in carica.
Richiami storici. Un’altra pagina raffigurerà il celebre dipinto dei Padri Fondatori, creando un parallelo iconografico diretto tra Trump e le figure storiche di Washington e Jefferson.
Un’anomalia mondiale
Questa mossa, un’anomalia assoluta. Normalmente, i passaporti nelle democrazie raffigurano simboli nazionali neutri.
Ma questa iniziativa si inserisce in un più ampio programma di “personalizzazione” dello Stato.
I dollari. Il Dipartimento del Tesoro ha già annunciato che la firma di Trump apparirà presto sulle banconote.
I Parchi nazionali. Le tessere dei parchi nazionali del 2026 mostrano già il volto del presidente accanto a quello di George Washington.
Le patenti. In California, per il 175esimo anniversario dello Stato, è stata annunciata una patente in edizione limitata con la foto del governatore Newsom, segno che questa tendenza alla “personalizzazione” sta contagiando entrambi gli schieramenti.
Le polemiche
I nuovi passaporti saranno disponibili a partire dall’estate 2026, ma con una distribuzione estremamente limitata. Ssaranno emessi solo presso la Washington Passport Agency e fino a esaurimento scorte, senza costi aggiuntivi.
Nonostante l’aura di ufficialità, le critiche non mancano. Da un lato l’amministrazione parla di “celebrazione dell’unità e della forza americana”, dall’altro l’opposizione vede un tentativo di trasformare simboli dello Stato in strumenti di culto della personalità.
Resta inoltre il dubbio se i cittadini che richiederanno il passaporto a Washington potranno rifiutare questa versione a favore di quella standard.
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