Per cambiare volto alla tv bisogna essere Cocciuti
il nuovo Head of Unscripted DI CASTA DIVA
Sviluppo creativo e solidità produttiva: passa da questi due obiettivi il nuovo corso dell’area Entertainment di Casta Diva Group, che ha affidato a Dimitri Cocciuti il ruolo di Head of Unscripted. Una nomina che si inserisce nel riassetto della divisione dedicata alle produzioni televisive e cinematografiche, con una strategia che punta su intrattenimento, factual e branded content.
Nel tuo nuovo ruolo quali principi guideranno lo sviluppo dei progetti e che tipo di televisione vorresti contribuire a costruire?
«Credo che ogni buon progetto nasca da un’idea in cui si crede davvero. Il nostro compito è proprio quello di darle forma, trovare il modo giusto per raccontarla e farla arrivare al pubblico. Per me questo è fondamentale, così come avere uno sguardo inclusivo, raccontare nuove storie e dare spazio a voci e sensibilità differenti, perché la televisione deve saper parlare a tutte e a tutti, senza lasciare indietro nessuno».
Sul fronte televisivo stai vivendo un’annata ricca di soddisfazioni. A cosa ti stai dedicando?
«Sto affrontando con grande entusiasmo il nuovo incarico, contribuendo a definire una linea editoriale precisa, moderna, pop nel senso più squisito del termine. Insieme a tutta la squadra, mi sto dedicando a contenuti di intrattenimento senza mai perdere di vista la qualità. Accanto ai nostri titoli di successo, come La Porta Magica, che ripartirà il 3 novembre su Rai2 sempre condotta magistralmente da Andrea Delogu, stiamo sperimentando nuovi linguaggi e dando spazio anche a proposte culturali: penso a Linea Verde Racconti, che ha raggiunto dati di ascolto ragguardevoli su Rai1 nelle scorse settimane. Stiamo lavorando anche su contenuti musicali di grande prestigio e qualità, oltre a nuove produzioni original create da noi. Sono queste alcune delle direzioni nelle quali ci stiamo muovendo».
“Ti vengo a prendere dove ci siamo persi” è il titolo del tuo ultimo libro. Come nasce questa nuova avventura letteraria?
«Nasce dal bisogno di dare continuità a una storia che ho pubblicato dieci anni fa, Ogni cosa al suo posto, e che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico. Nel corso degli anni, i lettori mi hanno chiesto a più riprese un seguito, ma ho sempre rimandato. Qualche mese fa, finalmente, ho trovato la chiave giusta per riprendere quella storia e, allo stesso tempo, raccontarne una nuova».
Tornando alla televisione, c’è qualcosa che ti piacerebbe fare e che non hai ancora fatto?
«Chi mi conosce sa da dove vengo e conosce molto bene il mio percorso e da cosa è caratterizzato. Per il momento, quello che posso dire è che ho ben presente il mio background e non lo sto dimenticando».
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