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Economia

“Porti di rete”: l’ossatura marittima italiana

Scali come La Spezia e Marina di Carrara, oppure i sistemi integrati della Calabria (Crotone, Corigliano Calabro, Vibo Valentia) e della Sardegna, stanno dimostrando come la specializzazione sia la chiave per trattenere valore economico

di Giorgio Brescia -


Sempre più in primo piano in Italia i “porti di rete”, quelli di medie dimensioni che interagiscono con i grandi hub marittimi regionali.

L’ossatura della portualità nazionale

I “porti di rete” rappresentano l’ossatura complementare della portualità italiana. A differenza dei grandi gateway internazionali, come Genova o Trieste, focalizzati sui flussi oceanici, i porti di rete nascono per decongestionare le rotte principali. Si caratterizzano come infrastrutture di medie dimensioni capaci di trasformarsi in hub logistici ad alta specializzazione commerciale, industriale o crocieristica, lavorando in sinergia – “facendo squadra” – all’interno delle Autorità di Sistema Portuale.

I “porti di rete” in Italia

Scali che non agiscono in modo isolato, ma operano come una “valvola di sfogo” logistica nei momenti di congestione delle grandi rotte. Così valorizzando la capillarità del territorio e la connettività continentale e regionale attraverso il cabotaggio a corto raggio.

La situazione attuale

Le ultime analisi del centro studi e Ricerche per il Mezzogiorno evidenziano che il ruolo centrale di questi hub intermedi. Le tensioni geopolitiche globali e le mutazioni nelle rotte del Mediterraneo hanno spinto le catene logistiche a cercare flessibilità. E allora scali come La Spezia e Marina di Carrara, oppure i sistemi integrati della Calabria (Crotone, Corigliano Calabro, Vibo Valentia) e della Sardegna, stanno dimostrando come la specializzazione sia la chiave per trattenere valore economico.

I dati

I numeri confermano la forte solidità del comparto marittimo nazionale, posizionando l’Italia al primo posto nell’Unione Europea per trasporto passeggeri e al secondo per volume di merci. In questo contesto, i porti di rete registrano eccellenti performance proprio grazie alla loro capacità di diversificare.

Alcuni si convertono in hub energetici per la transizione green, altri sviluppano eccellenze nel comparto delle merci non containerizzate o nel turismo crocieristico.

La vera sfida attuale, nella digitalizzazione delle procedure e nell’ammodernamento intermodale. Fondamentali i collegamenti ultimo miglio ferrovia-porto, ormai passaggi fondamentali per garantire la fluidità dell’intera rete logistica del Paese.


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