Previsioni neve: dove cadrà davvero, chi rischia di più e perché questo inverno è atipico
Possibili discese anche in scenari che fino a pochi anni fa sarebbero stati insoliti o marginali per questa epoca della stagione
Neve in arrivo, le previsioni: in Italia il clima mostra segni evidenti di un inverno che sta cambiando registro. Atteso maltempo con precipitazioni diffuse e neve anche a quote basse nelle regioni settentrionali e nell’Appennino. In Lombardia la combinazione tra correnti fredde e aria umida potrebbe portare fiocchi in pianura soprattutto nelle province orientali e sulle Prealpi, mentre sulle zone alpine e pedemontane gli accumuli possono superare i 20-30 centimetri.
Nel Nord-Ovest alcune dinamiche atmosferiche consentono alla neve di scendere fin verso la pianura padana in concomitanza con correnti fredde strutturate nei bassi strati dell’atmosfera. Nel corso del fine settimana nuove perturbazioni atlantiche intensificheranno il maltempo con neve sull’Appennino Settentrionale oltre gli 800-1200 metri e possibile coinvolgimento di zone collinari e di media montagna.
Al Centro soprattutto sui versanti adriatici potrebbero verificarsi nevicate, mentre al Sud i fenomeni saranno meno estesi ma non esclusi ai rilievi. Questa fase è significativa perché le condizioni fredde sono più consolidate rispetto ai primi episodi dell’Epifania, quando la neve aveva mostrato accumuli poco rilevanti.
In Lombardia e Emilia-Romagna neve importante in pianura e in Appennino
La Protezione Civile regionale ha diramato un allerta gialla per neve che riguarda in particolare le aree prealpine lombarde e l’Appennino emiliano. I modelli indicano possibili accumuli fino a 30 centimetri sopra i 1300-1500 metri e nevicate leggere ma significative in pianura nelle province orientali della Lombardia.
Le condizioni possono creare disagi alla viabilità e alle attività locali legate alla montagna. Questo evento è parte di un più ampio peggioramento che vede il Nord-Est, la Lombardia e il Nord-Ovest maggiormente coinvolti nella fase più attiva del maltempo.
Perché questa stagione mostra neve fino in pianura
Il ritorno della neve a quote relativamente basse e la maggiore insistenza delle perturbazioni sono legati a configurazioni atmosferiche più dinamiche rispetto alla prima parte di gennaio. Impulsi freddi e correnti da Est-Nord-Est favoriscono l’afflusso di aria rigida verso l’Europa centrale e l’Italia.
Possibili discese di neve anche in scenari che fino a pochi anni fa sarebbero stati insoliti o marginali per questa epoca della stagione. Questo tipo di dinamica è stato già osservato in altri inverni freddi e può portare a episodi più prolungati di freddo e neve.
Chi è maggiormente a rischio e cosa aspettarsi
In Italia maggior rischio di disagi sarà collegato alle nevicate su strade di montagna e collina, alle difficoltà di viabilità sulla rete secondaria e alle possibili criticità idrogeologiche in zone di rilievo.
Le aree urbane del Nord, in particolare Lombardia e Piemonte, potrebbero vedere neve bagnata o fiocchi intermittenti se la combinazione tra freddo e umidità diventa favorevole.
I meteorologi, insieme alle loro previsioni, raccomandano massima attenzione agli avvisi di allerta per la neve in questo inverno, la preparazione di kit di emergenza e la limitazione degli spostamenti non necessari nei periodi più critici del passaggio perturbato.
Le curiosità di questa stagione invernale
Questa stagione mostra caratteristiche atipiche: la neve arriva in momenti e luoghi in cui la fisiologia climatica recente la vedeva meno probabile.
La combinazione di impulsi freddi, nevicate variabili e vaste aree sotto allerta è un esempio di come un inverno possa avere fasi molto diverse tra loro, con alternanza di periodi più miti e improvvisi ritorni di gelo.
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