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Esteri

Putin accetta l’ospitalità di Orban per il vertice con gli Stati Uniti. Yermak alla fine getta la spugna

Le opposizioni in Ucraina chiedono la cacciata dei corrotti e la formazione di un nuovo governo

di Ernesto Ferrante -


Il presidente russo Vladimir Putin ha accettato la proposta del primo ministro ungherese Viktor Orban di ospitare un vertice con gli Stati Uniti a Budapest e di tenere colloqui sull’Ucraina. Putin, che ha ringraziato Orban per la sua disponibilità durante un incontro tra i due a Mosca, ha sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, basate sul “pragmatismo”. Riguardo alla possibilità che la delegazione russa incontri alti funzionari statunitensi nella capitale ungherese, il presidente russo ha detto di essere a conoscenza della “posizione dell’Ungheria sulla questione ucraina”, che considera “equilibrata”.

L’asse tra Putin e Orban è solido

“Le relazioni tra Russia e Ungheria sono stabili e continuano a svilupparsi nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo oggi”, ha spiegato Putin, attribuendo parte del “calo degli scambi commerciali” a “vincoli esterni”. “Tuttavia”, ha assicurato, “la cooperazione energetica tra i due Paesi è molto ampia e ci sono ancora molte domande che meritano una risposta”.

Anche Yermak lascia

Nuovo smottamento in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato le dimissioni del suo capo di gabinetto Andrii Yermak. Le autorità anticorruzione avevano reso noto qualche ora prima dell’ufficializzazione della decisione, di aver condotto perquisizioni nella casa del braccio destro di Zelensky. Lo scandalo aggrava ulteriormente la crisi politica in atto, mentre cresce sempre di più la pressione statunitense per indurre l’ex comico ad accettare i termini di un accordo di pace con la Russia.

Yermak guida il team negoziale di Kiev che sta cercando di definire i termini dell’intesa che potrebbe mettere fine alle ostilità. Il dimissionario ha confermato che il suo appartamento è stato perquisito, manifestando l’intenzione di voler collaborare con le autorità.

Il gigantesco giro di tangenti e la posizione di Umerov

L’Ufficio Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina e la Procura Specializzata Anticorruzione all’inizio del mese hanno “svelato” un’ampia indagine su un presunto sistema di tangenti da 100 milioni di dollari presso l’azienda statale dell’energia nucleare che vede il coinvolgimento di ex alti funzionari e di un ex socio in affari di Zelensky. Le opposizioni sono sul piede di guerra da settimane. Il partito di minoranza Solidarietà Europea ha chiesto anche la rimozione di Andrii Yermak dal team negoziale e la formazione di un nuovo governo di coalizione.

Sono giorni tribolati per la cerchia presidenziale. Il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa di Kiev, Rustem Umerov, è stato interrogato mercoledì nell’ambito dell’inchiesta anticorruzione in corso. Il suo ufficio stampa ha chiarito che l’ex ministro della Difesa è stato chiamato a fornire prove, ma non è accusato di alcun illecito.

Peskov ribadisce la posizione della Russia

La Russia sostiene che nelle sue relazioni internazionali sia essenziale perseguire la pace e mantenere la speranza di risultati positivi, ma rimanendo vigili e preparati a un potenziale conflitto. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov a Channel One, commentando le parole dell’ambasciatore russo in Belgio, Denis Gonchar, sui presunti preparativi di Nato e Unione Europea a un grande confronto militare con la Federazione russa.

Le forze di Kiev sono in grande difficoltà

Gli ucraini stanno perdendo terreno al fronte. Le truppe russe hanno conquistato otto insediamenti nelle regioni di Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e nel Donetsk nel corso di questa settimana. Colpiti diversi siti militari ucraini. “In risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro strutture civili sul territorio russo, si legge in una nota del ministero della Difesa russo, il 22-28 novembre le Forze Armate Russe hanno colpito imprese del settore militare-industriale ucraino, infrastrutture di carburante ed energia utilizzate a supporto delle operazioni dell’esercito ucraino, officine per la produzione di munizioni e veicoli aerei senza pilota d’attacco, siti di stoccaggio di imbarcazioni senza pilota ed aree temporanee di dispiegamento di formazioni armate ucraine, nazionalisti e mercenari stranieri”.

Distrutti 28 depositi di munizioni, carburante e materiali dell’esercito nemico, e 32 stazioni di guerra elettronica. Neutralizzati un sistema missilistico ucraino S-300, un APR-40 di fabbricazione rumena e due lanciatori di razzi Grad.


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