L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Regno Unito, l’Ai per prevedere i crimini dei minori

Il governo britannico ha annunciato un programma tech per individuare in anticipo i comportamenti potenzialmente a rischio

di Dave Hill Cirio -


Regno Unito: l’Ai “prevede” i crimini dei minori. Il governo britannico ha annunciato un programma basato su Ai e machine learning per individuare in anticipo i minori potenzialmente a rischio di cadere in comportamenti criminali. L’iniziativa integra dati sanitari, scolastici e dei servizi sociali. L’obiettivo, passare da un sistema reattivo a uno che consenta interventi precoci. Ma le preoccupazioni su privacy, bias e diritti restano al centro del dibattito pubblico.

Il piano del ministero della Giustizia britannico

Secondo il nuovo documento di riforme presentato dal ministero della Giustizia del Regno Unito, l’esecutivo intende sviluppare un sistema che utilizzi dati esistenti. Provengono da servizio sanitario nazionale, servizi sociali, scuola, forze di polizia e dipartimenti per il lavoro. Servono a individuare bambini e adolescenti con maggiore probabilità di essere coinvolti in attività criminali in futuro.

L’approccio si basa su tecniche di analisi predittiva e machine learning. L’obiettivo dichiarato, permettere a scuole, assistenti sociali e servizi sanitari di attivare interventi tempestivi. Interventi mirati, prima che situazioni a rischio degenerino in percorsi giudiziari. Un piano non concepito come strumento di punizione preventiva, ma di supporto alle fasce più vulnerabili.

Quali dati e quali rischi analizzati

I promotori dell’iniziativa sottolineano che l’integrazione di dati oggi frammentati potrebbe consentire di cogliere segnali che singolarmente restano sotto soglia. Per esempio, il fatto che circa un terzo dei minori che hanno trascorso un periodo in affidamento riceve un’ammonizione prima dei 18 anni. Ciò, contro il 4% di chi non è mai stato in carico ai servizi, oppure che circa l’80 % dei giovani detenuti presenta caratteristiche neurodivergenti.

Il nuovo sistema mira a superare l’approccio tardivo, secondo cui si interviene solo dopo che un giovane entra in conflitto con la legge, e ad assegnare risorse ai casi potenzialmente critici prima che si sviluppino.

Tecnologie e struttura del sistema AI

Il progetto prevede l’elaborazione automatica di grandi quantità di dati e l’applicazione di algoritmi capaci di riconoscere pattern che sfuggono agli operatori umani.

Il governo ha anche annunciato la costituzione di un panel di esperti guidato dal professor Mark Mon-Williams per definire standard tecnici, operativi ed etici nella gestione dei dati, con l’obiettivo dichiarato di mitigare potenziali bias o “etichette” indesiderate che un sistema di questo tipo potrebbe generare.

Il dibattito pubblico e le critiche

L’idea di predire il crimine futuro attraverso tecnologie automatiche suscita dubbi su più fronti. Organismi per i diritti civili e alcuni parlamentari nel Regno Unito hanno espresso riserve sull’uso di sistemi predittivi che, basandosi su dati storici, rischiano di riprodurre o amplificare pregiudizi strutturali già presenti nelle società.

Proposte di legge sono state presentate in passato per vietare l’uso di strumenti di predictive policing basati su AI, sostenendo che essi possono violare diritti fondamentali e creare forme inappropriate di sorveglianza preventiva.

Il quadro più ampio della tecnologia applicata alla giustizia

L’iniziativa britannica si inserisce in un più ampio contesto di sperimentazione tecnologica nell’apparato di giustizia e ordine pubblico. Rapporto governativi e studi accademici mostrano come forze dell’ordine e agenzie del Regno Unito stiano esplorando una vasta gamma di strumenti basati su AI per mappare crimini, prevedere “hotspot” di illegalità e migliorare efficienza operativa. Tuttavia, queste tecnologie sollevano interrogativi simili su trasparenza, governance e implicazioni sui diritti individuali che richiedono regolamentazioni chiare e controllo pubblico. Intanto, dal cinema alla realtà: nel Regno Unito si labora attivamente ad una Ai che prevede i crimini dei minori.


Torna alle notizie in home