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Cronaca

Rivolta Enna: carcere circondato dalle forze dell’ordine, danni per 200mila euro

A scatenare i disordini un blackout telefonico che impedisce i contatti dei detenuti con i familiari

di Angelo Vitale -


Rivolta al carcere di Enna: oltre cento detenuti occupano il vecchio padiglione, isolati i telefoni.

Un’ondata di violenza ha travolto la casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna, dove una rivolta sta mettendo a ferro e fuoco l’istituto penitenziario siciliano.

Cento detenuti si sono impossessati delle sezioni del vecchio padiglione

Oltre cento i detenuti che si sono impossessati del vecchio padiglione detentivo. questo l’esito, dopo aver metodicamente distrutto le telecamere di sorveglianza e danneggiato gravemente gli apparati di sicurezza della struttura.

La scintilla che ha innescato la sommossa collettiva, pare legata a un violento temporale dei giorni scorsi. Un fulmine aveva colpito in pieno le centraline dell’istituto, facendo saltare le linee telefoniche e interrompendo bruscamente i contatti tra i reclusi e i loro familiari, oltre a compromettere il funzionamento dell’impianto di riscaldamento dell’acqua.

Le denunce del Sappe sulla rivolta del carcere di Enna

La protesta ha immediatamente assunto i contorni di una “rivolta ampiamente annunciata”. I vertici del Sappe, per voce del segretario generale Donato Capece e del segretario provinciale Giuseppe Cicero, hanno espresso durissima condanna. Criticato lo stato di totale immobilismo burocratico in cui versa il penitenziario ennese.

Sotto accusa le infrastrutture del carcere di Enna

Il Sappe denuncia come i finanziamenti per la ristrutturazione del vecchio padiglione — ormai strutturalmente inaccettabile e fatiscente — risultino già stanziati da tempo. Ciò, senza che i cantieri siano mai partiti a causa di ritardi e inefficienze della macchina amministrativa.

L’episodio giunge peraltro a pochissimi giorni di distanza da altri gravissimi allarmi per la sicurezza interna della casa circondariale, dove il personale di sorveglianza aveva appena sventato due tentativi di evasione nel giro di una settimana.

Al momento, i rilievi interni confermano che non si registrano feriti tra le fila degli agenti di Polizia Penitenziaria, rimasti indenni nonostante la devastazione dei corridoi e la rottura dei sistemi di monitoraggio visivo da parte della folla dei rivoltosi.

Cosa succede adesso

Scattato un dispositivo di sicurezza e reparti delle forze dell’ordine pronti al blitz. La situazione all’interno del “Luigi Bodenza”, estremamente critica. L’area circostante è presidiata da un imponente spiegamento di forze.

Per ripristinare l’ordine e la legalità nelle sezioni occupate, i vertici dell’amministrazione penitenziaria hanno già predisposto e schierato un articolato dispositivo di sicurezza straordinario, pronto a fare irruzione e intervenire con la forza qualora la protesta non dovesse rientrare spontaneamente attraverso la mediazione.

Dal punto di vista giudiziario, la Procura della Repubblica di Enna avvierà immediatamente le procedure per l’identificazione dei promotori della sommossa tramite i fotogrammi residui e le testimonianze del personale.

Il Sappe ha formalmente diffidato il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il ministero della Giustizia a rompere l’epoca delle promesse. Oltre alle scontate sanzioni disciplinari e ai trasferimenti d’urgenza dei detenuti responsabili, il sindacato pretende l’immediata apertura dei cantieri di edilizia carceraria per garantire l’incolumità del Corpo, sistematicamente lasciato solo a gestire l’emergenza in prima linea.

Il bilancio dei danni e i dati del collasso

La rivolta nel carcere di Enna ha provocato devastazioni per almeno 200mila euro di danni, una cifra che secondo il Sindacato Polizia Penitenziaria graverà interamente sui contribuenti. Il segretario generale Aldo Di Giacomo ha denunciato come il guasto alle linee telefoniche sia stato solo il pretesto per far esplodere una crisi strutturale e logistica legata al caldo torrido — con celle che superano i 40 gradi — e al cronico sovraffollamento.

I dati del Ministero della Giustizia descrivono una situazione al limite

Nel carcere di Enna, presenti 214 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 167 posti, registrando un tasso di affollamento del 128% (47 persone in eccedenza).

Il dato nazionale: la popolazione carceraria in Italia ha raggiunto quota 64.741 reclusi, spingendo molti istituti oltre il 150% della capienza.

I Fondi Edilizia: dei 107,6 milioni di euro stanziati dal Piano Nazionale Complementare per l’edilizia carceraria, a fine anno risultavano effettivamente erogati solo 43 milioni, bloccando il restauro dei padiglioni fatiscenti.

Il sindacato evidenzia infine un’escalation nazionale senza precedenti: aggressioni agli agenti aumentate del 700%, sequestri di droga in cella cresciuti del 200% e di telefoni del 180%. Ciò, a fronte di turni massacranti fino a 12 ore consecutive per il personale e continui ricorsi della Cedu contro l’Italia per la violazione dei diritti fondamentali.


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