Roberto Vannacci: Ecco la mia “Italia al contrario”
Le sue parole vogliono scardinare tutto, un vero e proprio attacco al sistema attuale, che dipinge come lontano dalla sovranità popolare e dai cittadini
Il segretario del partito politico Futuro Nazionale, Roberto Vannacci durante la conferenza stampa nella sede della Stampa Estera
Una conferenza stampa dopo l’altra, il leader di Futuro Nazionale e europarlamentare Roberto Vannacci conferma la sua capacità di usare il linguaggio come strumento di rottura politica.
L’Italia al contrario di Roberto Vannacci
Le sue parole, in assenza di interlocuzioni che non siano le domande dei giornalisti, mai semplici frasi di circostanza. Vogliono scardinare tutto, un vero e proprio attacco al sistema attuale, che Vannacci dipinge come lontano dalla sovranità popolare e dai cittadini. “Se l’Italia entrasse in guerra, tornerei a servire l’esercito” o un classico “Me ne frego”. Di tutto, un po’.
Prima “il popolo”
Parlando della riforma elettorale proposta dal centrodestra, Vannacci afferma senza mezzi termini: “Chi verrà eletto sarà scelto dai partiti e non dal popolo. È una importante limitazione della sovranità popolare ed è quello che procura l’astensionismo”.
L’iperbole è evidente: il rischio non è solo politico, ma quasi esistenziale per la democrazia italiana. Parole per costruire un contrasto netto tra “popolo” e “partiti”, utilizzando un lessico bellico contro un nemico interno invisibile.
La “falla” dei migranti che fa affondare l’Europa
La sua retorica, altrettanto incisiva sul tema dei migranti Definisce l’immigrazione di massa come un fattore che “sta sfaldando quel collante che ci tiene uniti”. La metafora sociale come una lente d’ingrandimento: la nazione non è più un’entità astratta, ma un tessuto fragile, pronto a lacerarsi.
Anche il concetto di remigrazione diventa retorico: la descrive come una tutela dei diritti umani, trasformando un tema controverso in una missione morale. E la redistribuzione, il peggior male, come far scorrere l’acqua di una falla in tutta l’imbarcazione. Così, la “nave Europa” affonda.
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La legge sul femminicidio
Il nostro Paese non fa valere i principi nemmeno quando sono a costo zero riguardo alla spesa della politica. La legge sul femminicidio? “Non possiamo pensare che un reato sia più o meno grave a seconda del sesso della persona”. Un’altra iperbole. Il sistema legale come frammentato e ingiusto. Mentre il suo linguaggio punta a ricostruire un ordine morale chiaro e netto.
I voti tra i delusi dal centrodestra e dalla politica
Preciso pure l’intento per fare voti. Pescherà tra i delusi del centrodestra che volevano una politica “più decisionista, più identitaria, più muscolare e più coerente”. E pescherà anche tra gli italiani totalmente delusi dalla politica, in quell’ampio “52% che diserta le urne”.
Per loro, valga il principio in cui crede: “Sono le proposte che contano, non le etichette. Un piatto di spaghetti all’amatriciana ha lo stesso gusto se il cameriere è di Casa Pound o di estrema sinistra”.
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