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Nessuno ci può giudicare. Parola di Putin

Con la nuova legge, il Cremlino cancella le sentenze penali straniere e si costruisce un rifugio legale su misura, lontano da ogni responsabilità.

di Andrea Fiore -


La Russia ha deciso di non essere più giudicabile da nessuno. Non è un’iperbole: è scritto nero su bianco nella legge che Vladimir Putin ha firmato il 29 dicembre. Da oggi, qualsiasi sentenza penale emessa da tribunali stranieri o organismi internazionali non riconosciuti da Mosca non avrà alcun valore sul territorio russo.

È un gesto che non ha bisogno di interpretazioni. È la dichiarazione formale che la giustizia internazionale, per la Russia, non esiste più. Esiste solo ciò che il Cremlino decide di riconoscere. Il resto è rumore, interferenza, fastidio.

Al momento giusto

La mossa arriva in un momento in cui Mosca è già ai margini del sistema legale globale. La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto contro Putin per la presunta deportazione di minori ucraini, e la Russia — che non ha mai ratificato il Trattato di Roma — ha risposto come risponde chi non vuole essere disturbato: chiudendo la porta dall’interno.

Questa legge non è un dettaglio tecnico. È un atto politico. Serve a blindare il Paese da qualsiasi procedura futura legata alla guerra in Ucraina, a proteggere funzionari e apparati, a costruire un recinto legale impermeabile. Non è cooperazione, è autosufficienza giudiziaria. Non è diplomazia, è isolamento.

Il diritto negato

E il messaggio è chiarissimo: la Russia non accetta più alcun giudizio che non sia il proprio. Non importa la gravità delle accuse, non importa chi le formula. Se non c’è un trattato firmato da Mosca o una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la sentenza non esiste. Punto.

È una scelta che non risolve nulla, ma chiarisce tutto. Racconta un potere che preferisce cancellare il tribunale invece di affrontarlo. Un Paese che, invece di rispondere alle accuse, spegne la luce nella stanza e chiude la porta. Non per difendersi, ma per non essere visto.

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