C'è stata molta confusione riguardo ai settori interessati. Ecco la situazione reale
L’Italia si risveglia oggi nel pieno di una mobilitazione nazionale e di scioperi che sta mettendo a dura prova i servizi pubblici essenziali: cosa si ferma.
Lo sciopero generale, indetto dai principali sindacati di base (Cobas, Cub, Usb e Slai Cobas) in concomitanza con le celebrazioni per la Giornata internazionale dei diritti delle donne, punta a riaccendere i riflettori su salari, precarietà e sicurezza sul lavoro.
I settori caldi: scuola e sanità in prima linea
Il comparto dell’istruzione è quello che registra i maggiori disagi. Grazie anche all’adesione della Flc Cgil, molte scuole e università sono rimaste chiuse o funzionano a singhiozzo. Dagli asili nido agli atenei, migliaia di studenti e famiglie devono fare i conti con lezioni sospese e uffici amministrativi deserti.
Non va meglio nella sanità. Nonostante la garanzia delle prestazioni d’urgenza e dei pronto soccorso, lo sciopero di infermieri, Oss e personale tecnico sta causando lo slittamento di migliaia di visite specialistiche, esami diagnostici e interventi non urgenti programmati per la giornata di oggi.
Il rebus trasporti: chi si ferma davvero?
C’è stata molta confusione riguardo al settore della mobilità. Ecco la situazione reale.
Trasporti esclusi: la Commissione di Garanzia ha confermato che la quasi totalità delle sigle sindacali ha escluso il comparto trasporti dalla protesta di oggi. Treni, aerei e bus urbani circolano regolarmente.
Vigili del Fuoco: una parziale eccezione riguarda i pompieri, che hanno incrociato le braccia in una fascia oraria ridotta, dalle 9:00 alle 13:00.
Settimana nera in arrivo. Se oggi i pendolari sono salvi, il peggio deve ancora venire. Il calendario degli scioperi di marzo segna date critiche per l’11 e il 18 marzo, quando a fermarsi saranno rispettivamente il personale di Italo e il comparto aereo (Ita Airways ed Easyjet).