Sangue al Bite of Seattle: un festival trasformato in tragedia
L'ennesimo episodio di violenza armata negli Stati Uniti colpisce un affollato evento gastronomico.
La polizia di Seattle ha confermato che una sparatoria avvenuta ieri sera al Seattle Center, durante il festival gastronomico Bite of Seattle, ha provocato due morti e almeno cinque feriti, tra cui un bambino di due anni. L’allarme è stato diffuso dal dipartimento di polizia su X, invitando la popolazione a evitare l’area. Secondo le ricostruzioni del Seattle Times, intorno alle 18:00 una raffica di colpi ha seminato il panico tra le migliaia di persone presenti nel complesso di 74 acri del Seattle Center. Testimoni hanno descritto scene di caos, con folle in fuga e persone che cercavano riparo ovunque.
Arresti e indagini: il movente resta ignoto
La sindaca Katie Wilson ha annunciato l’arresto di un sospetto. Il movente rimane sconosciuto. Le autorità locali, affiancate da Fbi e Atf, hanno isolato l’area e avviato le indagini. Un portavoce della polizia ha riferito di essere arrivato sul posto senza ulteriori informazioni disponibili nelle prime ore. I vigili del fuoco hanno assistito cinque feriti, tra cui un bambino di 2 anni, un uomo di 23, una donna di 39 e una di 56 anni. Quest’ultima è stata sottoposta a intervento chirurgico in condizioni critiche.
La risposta degli ospedali e le condizioni dei feriti
L’Harborview Medical Center, il principale trauma center della regione, ha confermato che tutti i pazienti presentano ferite da arma da fuoco. Le condizioni variano da critiche a stabili, con lesioni a braccia, gambe e addome. Una donna di 40 anni ha riportato ferite lievi e ha rifiutato il trasporto in ospedale.
Un fenomeno ricorrente negli Stati Uniti
La sparatoria di Seattle non è un episodio isolato. Stando al Gun Violence Archive, nel 2026 si contano almeno 271 sparatorie di massa dall’inizio dell’anno, definite come eventi con quattro o più persone colpite. Altri database confermano che il ritmo è elevato. Entro marzo si registravano già 98 episodi, con una proiezione annuale tra i 500 e i 700. Nonostante un calo generale delle morti per arma da fuoco rispetto agli anni precedenti, la violenza armata rimane diffusa e sistemica negli Stati Uniti, con migliaia di feriti ogni anno e un numero di armi in circolazione in costante aumento.
Un festival trasformato in scena del crimine
Il Bite of Seattle, evento storico che attira centinaia di migliaia di visitatori, è stato improvvisamente trasformato in un teatro di violenza. Molti partecipanti hanno raccontato di aver udito degli spari e di aver visto persone cadere, spingere, correre, cercare riparo dentro edifici e stand. Alcuni hanno trovato rifugio nel Seattle Children’s Museum o nell’Armory. In un Paese dove la violenza armata si ripresenta con la regolarità di un rito oscuro, ogni nuovo sparo non è un’eccezione ma un richiamo, quasi un monito, alla fragilità di un ordine civile che fatica a proteggere i suoi spazi più quotidiani.
L’Emerald City diventa così il palcoscenico di una dinamica che attraversa l’intera nazione, una ferita che si ripete e che, proprio nella sua ripetizione, rischia di perdere la capacità di indignare. Eppure, dietro ogni numero, dietro ogni statistica, restano le vite interrotte, le comunità scosse, la percezione di una normalità che può spezzarsi in un istante.
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