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Sempre più alimenti vegetali nella spesa delle famiglie

L’alimentazione plant based come scelta ricorrente, inserita nella routine settimanale delle famiglie medie

di Giorgio Brescia -

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I consumi di alimenti vegetali in Italia sono cresciuti nelle famiglie del 10,6% negli ultimi tre anni. Il dato, da un’indagine realizzata da AstraRicerche per il Gruppo Prodotti a Base Vegetale di Unione Italiana Food. Oggi quasi il 46% degli italiani dichiara di consumare prodotti plant based almeno due o tre volte al mese. Non una nicchia limitata a vegani o vegetariani, ma una quota ampia di popolazione che integra questi alimenti nella dieta abituale.

Vendite in aumento per numero e valore

La crescita riguarda il numero di consumatori, non solo il valore delle vendite. Questo significa che l’ingresso dei prodotti vegetali nel carrello della spesa non è legato esclusivamente all’aumento dei prezzi o a dinamiche promozionali, ma a un ampliamento della base di acquisto. L’alimentazione plant based come scelta ricorrente, inserita nella routine settimanale delle famiglie medie.

Il fenomeno non coincide però con un cambiamento radicale delle abitudini alimentari. La maggioranza dei consumatori continua a seguire una dieta onnivora ma alterna con maggiore frequenza proteine vegetali, bevande a base di soia o avena, burger vegetali, legumi pronti e altri sostituti della carne. L’aumento del 10,6% indica pertanto una progressiva normalizzazione del consumo, non una trasformazione ideologica.

Un consumatore “flessibile”

Peraltro, dal punto di vista della distribuzione, la presenza di prodotti plant based è ormai stabile nella gdo. Le private label hanno ampliato l’offerta, rendendo questi articoli accessibili anche nei supermercati di prossimità e nei discount. Un fattore che ha contribuito all’integrazione nel carrello della spesa delle famiglie con reddito medio, riducendo la percezione di prodotto “di nicchia” o esclusivamente premium.

Le motivazioni dichiarate dai consumatori sono legate soprattutto a salute, varietà alimentare e attenzione agli ingredienti. La componente ambientale è presente ma non dominante. L’inserimento di alimenti vegetali, allora, sta avvenendo spesso in sostituzione parziale di carne rossa o insaccati, senza eliminare totalmente i prodotti di origine animale. Il modello che emerge è quello del consumatore flessibile, che alterna e sperimenta.

Il dato assume rilievo anche in chiave di mercato. L’aumento dei consumatori amplia il potenziale bacino per l’industria alimentare e spinge le aziende a investire in ricerca, formulazioni e posizionamento sugli scaffali. La competizione si sposta sulla qualità percepita, sul profilo nutrizionale e sulla trasparenza delle etichette. Una crescita costante negli ultimi tre anni, per dire che questo segmento non è legato a un picco temporaneo.

Un’abitudine consolidata

Per le famiglie italiane, l’ingresso dei prodotti vegetali nel carrello rappresenta una diversificazione più che una sostituzione. Il plant based come una componente stabile della spesa alimentare mensile, affiancata ai prodotti tradizionali. La frequenza di consumo, due o tre volte al mese per quasi un italiano su due, indica un’abitudine consolidata ma non ancora quotidiana.

In definitiva, l’aumento del 10,6% dei consumatori di alimenti a base vegetale segnala un cambiamento progressivo nelle scelte di acquisto. I prodotti plant based entrano nella spesa ordinaria delle famiglie medie, contribuendo a ridefinire l’equilibrio tra proteine animali e vegetali nella dieta italiana.


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