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Cronaca

Sgominata cellula anarchica: esplosivi sull’Alta Velocità e piani contro il 41 bis

Blitz in mezza Italia

di Enzo Ricci -


Un quadro grave e allarmante sta emergendo dall’indagine della Procura di Roma che ha portato allo smantellamento di una cellula anarchica accusata di aver costituito un’organizzazione clandestina con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. La Digos della Capitale, in coordinamento con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha eseguito sette misure cautelari nei confronti di militanti ritenuti parte di un gruppo radicato a Roma ma con collegamenti attivi nelle aree di Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli.

Secondo gli inquirenti, la cellula operava con modalità tipiche del mondo anarco-insurrezionalisma, adottando tecniche consolidate e una struttura organizzativa capace di pianificare azioni violente e di propaganda.

Gli attentati all’Alta Velocità: esplosivi rudimentali ma devastanti

Due degli arrestati sono gravemente indiziati di aver partecipato agli attentati contro infrastrutture ferroviarie, tra cui il sabotaggio del 14 febbraio 2026 sulla linea Alta Velocità Roma–Firenze. L’azione, compiuta con ordigni rudimentali ma altamente efficaci, ha provocato danni per 455 mila euro, interrompendo il servizio e mettendo a rischio la sicurezza della rete. Un altro episodio analogo aveva riguardato la linea Roma–Napoli. Entrambi gli attacchi sono stati rivendicati sul sito ispiraazione.noblogs.org, creato appositamente pochi mesi prima.

La rivendicazione: antimilitarismo e attacco alle infrastrutture

Nel comunicato pubblicato online, che le autorità considerano parte integrante dell’attività terroristica, il sodalizio collegava i sabotaggi alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina a intenti antimilitaristi e alla volontà di colpire infrastrutture strategiche. Gli inquirenti ritengono che la cellula puntasse anche a mantenere alta la mobilitazione dell’area anarco-insurrezionalista contro il regime del 41 bis applicato all’anarchico Alfredo Cospito, attraverso azioni dimostrative potenzialmente violente.

Perquisizioni a tappeto: nel mirino centri anarchici

Parallelamente agli arresti, sono in corso numerose perquisizioni in tutta Italia, condotte con il supporto delle Digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti. Tra i luoghi interessati figura anche il centro anarchico romano Bencivenga Occupato, ritenuto dagli investigatori un nodo importante della rete. Il carattere diffuso e interconnesso delle attività criminali, con contatti anche all’estero, ha richiesto un forte coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Un quadro inquietante: capacità operative e ideologia radicale

L’indagine tratteggia un gruppo determinato, organizzato e ideologicamente motivato, capace di colpire infrastrutture critiche con strumenti artigianali ma efficaci, di diffondere propaganda violenta e di inserirsi in una rete nazionale e internazionale dell’anarco-insurrezionalismo.


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