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Cronaca

Saman Abbas: la Cassazione conferma condanne ai parenti

La 18enne Saman Abbas fu uccisa dai familiari a Novellara per essersi opposta alle nozze forzate in Pakistan

di Paolo Diacono -

La stele richiesta dal fratello di Saman Abbas che ha scelto foto e testo e che sarà posata accanto alla tomba della diciottenne nel cimitero di Novellara (Reggio Emilia), 26 marzo 2024. ANSA/ PROVINCIA REGGIO EMILIA ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY+NPK+


La Cassazione ha confermato cinque condanne per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne di origine pakistana uccisa a Novellara dai familiari perché voleva “vivere all’occidentale”. Gli ermellini hanno confermato, traducendo le loro condanne in definitive, gli ergastoli a carico dei genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e dei cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. È stata inoltre confermata pure la condanna a 22 anni per lo zio di Saman, Danish Hasnain.

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Saman, la Cassazione conferma le condanne

Una storia triste, un delitto che ha sconvolto l’Italia quello di Saman Abbas su cui, adesso, la Cassazione scrive la parola fine. Almeno per ciò che riguarda la vicenda giudiziaria. La giovane, che all’epoca dell’omicidio aveva solo 18 anni, non voleva sottostare alle rigide indicazioni che le venivano dai genitori. Una vicenda, questa, che le cronache giudiziarie hanno ricostruito per filo e per segno. S’era ribellata, Saman, al matrimonio combinato con un cugino, là in Pakistan. Non voleva proprio saperne. Così, secondo le ricostruzioni, i genitori e i suoi familiari decisero di fargliela pagare.

Il ruolo dei parenti

Secondo quanto emerso dal procedimento giudiziario culminato nell’ultima sentenza della Cassazione, furono i genitori a volere la morte di Saman Abbas. Sono stati condannati entrambi in qualità di mandanti. A uccidere materialmente la giovane sarebbero stati i cugini e lo zio. Tutti arrestati tra Francia e Spagna, dove si erano rifugiati dopo la scoperta del corpo della ragazza, di cui era stata denunciata la scomparsa dal fidanzato. L’uccisione della giovane, avvenuta nel 2021, aveva innescato un feroce dibattito politico. E ancora oggi rappresenta una ferita aperta quando si parla di integrazione e di valori da condividere.


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