Non c’è Speranza per le primarie: “Sarebbe un autogol”
L'ex ministro alla Salute boccia l'ipotesi e frena Salis: "Non ci sono i tempi"
La Speranza dell’ex ministro alla Salute: “Le primarie? Un errore politico”. Roberto Speranza, ex ministro alla Salute all’epoca del Covid, è stato intervistato dal Corriere della Sera sull’ipotesi di metter su le primarie per stabilire chi sarà il leader dell’eventuale campo largo. Ma, così come emerge (anche) da altre voci autorevoli all’interno del Partito democratico, l’opzione di dar la palla ai militanti e simpatizzanti potrebbe rivelarsi un boomerang. Almeno per i dirigenti dem che vedono come pessima l’idea delle primarie.
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Speranza: “Primarie? Un errore”
Le parole di Speranza sulle primarie sono nette, di quelle che non ammettono repliche. “Ci stiamo scivolando dentro senza aver ragionato fino in fondo sul significato e sulle conseguenze politiche ed elettorali”. Ma le primarie “sono un errore politico e vanno evitate” perché potrebbero portare al “rischio di un clamoroso autogol”. L’ex ministro è sicuro delle capacità di Elly Schlein. “Ha tutte le carte in regola. Il governo è in palese difficoltà nel rapporto col Paese reale”.
Speranza punta tutto su Elly
Scartate le primarie, per Speranza non c’è che Elly su cui puntare: “Nonostante l’instancabile propaganda della destra, gli italiani toccano con mano l’incapacità di affrontare i problemi concreti delle persone. In questo contesto, le forze progressiste hanno avuto la capacità di credere in quel percorso unitario così indispensabile per costruire un’alternativa”. Non è ancora tempo per la sindaca di Genova Silvia Salis.
“Non è tempo” per Salis
Speranza su questo è certo, così come lo è sulla necessità di dover evitare le primarie. “Non vedo né i tempi, né lo spazio e considero del tutto legittimo che i leader dei principali partiti ambiscano a guidare il nostro progetto di alternativa”, ha detto in riferimento alle voci su Silvia Salis. “Ma il momento vero della competizione non può che essere quello delle elezioni, in cui ogni partito e ogni leadership potrà misurare la propria proposta sul piano elettorale. Con il modello che propongo, nessuna forza politica pagherebbe il prezzo di una sconfitta alle primarie”.
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