Torino

Stellantis, Tavares a Torino: anche oggi si decide domani

di Redazione -


Quel che resta dell’incontro di ieri, nonostante i grandi scenari delineati da Stellantis e le tante buone parole per i lavoratori, per il territorio, per l’Italia e via di seguito, è un po’ di amaro in bocca.

Si può dire? Non tanto (non solo) per il merito ma anche per la forma. Perché una minaccia, anche se detta gentilmente, è sempre una minaccia e un avvertimento, pure se espresso col cuore in mano, resta un avvertimento.

L’Ad di Stellantis ieri a Torino ha presentato il nuovo impianto dei cambi elettrificati che a regime occuperà 500 persone con una capacità produttiva di 600mila cambi all’anno, nell’ambito del progetto Mirafiori Automotive park, ma ha ovviamente affrontato anche le altre questioni che riguardano la multinazionale.

100 milioni per la nuova batteria della Fiat 500E

“Qui ci sentiamo a casa, si scalda Carlo Tavares, Stellantis non se ne vuole andare dall’Italia”. Gli incentivi annunciati dal governo e ancora non effettivi? Siamo più avanti, dice, e tira fuori l’asso nella manica: “Investiremo 100milioni di euro in una nuova batteria per la 500E che ci siamo ingegnati a inventare per rendere quest’auto più efficiente e più economicamente accessibile”. In modo , sottolinea, “che un giorno non ci sarà più bisogno dei soldi dei contribuenti per acquistare auto”. Un giorno quando? Tra cinque anni? Dieci? Uno?

Stop alle ( presunte) fake news

E allora, prosegue Carlos, cari tutti, finitela con ‘ste fake news, smettetela di mettere in giro ‘ste voci di un grande ciaone di Stellantis perchè di malelingua in malelingua finisce che arrivano i cinesi e Stellantis davvero poi è costretta a girare i tacchi.

Le fake devono essere ultimamente proprio un incubo per Tavares che infatti le nomina più volte nel corso dei diversi momenti della giornata non esimendosi in chiusura dal rivolgere un appello forse all’umanità intera, nel frangente più prosaicamente rappresentata da un pubblico di giornalisti ed esponenti sindacali, appello che però nasconde una certa sottigliezza dialettica: perchè, dice, così tante fake news? “Qui lavorano duramente tante persone, vi supplico di chiuderla con le fake news perchè le persone che lavorano qui meritano il nostro rispetto”.

Hai capito? Se vieni colto dal dubbio che Stellantis mediti una exit strategy, conta fino a dieci prima di esternarlo perchè se lo dici stai facendo un danno ai lavoratori. Quindi meglio tacere.

La questione cinese

E poi la questione cinese, su cui Tavares va giù secco con un messaggio al governo, in particolare a quel ministro Urso che, oltre a porre l’obiettivo del milione e 300mila vetture da produrre in Italia, ha detto chiaro e tondo che serve un secondo produttore (e pareva di vederlo guardare a Oriente). “Noi intendiamo combattere per rinforzare la nostra leadership in questo pese, dobbiamo migliorare la nostra efficienza e combattere i concorrenti cinesi”. E poi la staffilata: “Se qualcuno vuole introdurre dei competitor cinesi poi sarà responsabile delle decisioni impopolari che dovranno essere prese”. E come un padre di famiglia che parla al figlio scapestrato: “Se un domani ci saranno i cinesi voi non li vedrete qui, per le buone o le cattive notizie vi faranno solo una telefonata”. Un’osservazione curiosa considerato che è pronunciata da un manager portoghese in inglese, lingua che peraltro ha usato in tutta la giornata.

Si gioca tutto alle elezioni

E infine arriva la sostanza, quando si riferisce al voto europeo e negli Stati Uniti: “Ci potrebbero essere cambiamenti politici che potrebbero incidere sulle regole”. Si andrà più o meno verso l’elettrico? Non lo sappiamo, dice Tavares. “A fine 2024 prenderemo le nostre decisioni sulla capacità produttiva e sui nuovi modelli”. E quindi anche oggi, si decide domani.

Patrizia Corgnati


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