Due coltelli per ferire il prof in diretta social: è un 11enne
Solo la reazione del docente ha impedito che l'aggressione fosse portata a termine
San Vito Lo Capo: 11enne con coltelli, casco e diretta social per ferire il professore. Una mattinata di lezione trasformata in un incubo all’interno di una scuola media del comune costiero in provincia di Trapani.
L’aggressione
Un alunno di appena 11 anni ha fatto irruzione nella propria aula durante l’ora di tecnologia, tentando di accoltellare il docente. Il giovanissimo, fortunatamente bloccato prima che potesse affondare il colpo e ferire l’insegnante o i compagni.
La sequenza dell’aggressione, stando ai primi rilievi investigativi, con elementi inquietanti e surreali. Il ragazzo è entrato in classe indossando un casco integrale per coprirsi il volto- Intanto, con il proprio smartphone, posizionato per riprendere la scena, trasmetteva il tutto in diretta video all’interno di un canale della piattaforma Telegram.
Un piano “programmato”
Il piano del ragazzino, preparato nei dettagli. L’undicenne aveva introdotto all’interno dell’istituto scolastico due coltelli di piccole dimensioni, eludendo i controlli all’ingresso.
Davanti agli occhi terrorizzati dei compagni di classe, ha estratto una delle lame dirigendosi verso il professore di tecnologia. La prontezza dei riflessi del docente e il tempestivo intervento del personale scolastico hanno evitato che l’azione sfociasse in una tragedia. il minore, immobilizzato in pochi istanti. L’episodio ha scatenato il panico nei corridoi della scuola.
Il caso alla Procura dei minori
Sul posto sono intervenuti d’urgenza i carabinieri della stazione locale di San Vito Lo Capo e i militari della Compagnia di Alcamo, che hanno provveduto a sequestrare i coltelli e lo smartphone utilizzato per la diretta streaming.
Il caso è ora al vaglio degli inquirenti e gli accertamenti sono coordinati direttamente dalla Procura per i minorenni di Palermo. I magistrati e le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica del gesto. Si concentrano soprattutto sulla premeditazione dell’assalto e analizzano i contenuti del gruppo social per capire se il giovane sia stato istigato o se facesse parte di qualche macabra sfida online diffusa tra i coetanei.
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