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Swiss Cheese Awards, migliori formaggi svizzeri in gara a Friburgo

Giuria internazionale per sfida tra 1.177 produzioni artigianali

di Askanews -


Friburgo (Svizzera), 7 ott. (askanews) – Millecentosettantasette formaggi, trentatré categorie e una giuria internazionale di oltre duecento esperti. A Friburgo è cominciata la sfida per gli Swiss Cheese Awards 2026, corsa al titolo di miglior formaggio svizzero, giunta alla quattordicesima edizione e ospitata quest’anno nella capitale del Cantone che ha fatto del formaggio una delle sue grandi identità gastronomiche. Una selezione che mette a confronto produzioni tutte rigorosamente artigianali, riconducibili sia a grandi denominazioni sia a specialità cantonali. Dal Gruyère all’Emmentaler, dall’Appenzeller alla Raclette del Vallese, fino ai formaggi di capra, di pecora e ai freschi.

“Abbiamo una gamma molto ampia di formaggi differenti – ha detto Martin Spahr, direttore marketing SCM – e una grande tradizione. In questo Paese ognuno ha un nonno o una nonna che viene da una famiglia di produttori di formaggi e abbiamo esportato in tutto il mondo non solo il prodotto caseario vero e proprio, ma anche il know how”.

Ogni forma viene esaminata per aspetto, consistenza, profumo e naturalmente gusto, ma il verdetto non dipende da un solo assaggio. I vincitori delle singole categorie torneranno infatti in gara per la finale davanti a una super-giuria e da qui usciranno i tre campioni nazionali: uno per i formaggi a pasta dura ed extradura, uno per quelli a pasta semidura e uno per i formaggi molli e freschi.

“La Svizzera, stretta tra le Alpi, i laghi e le sue vallate, ha per ragioni geografiche una diversità abbastanza unica al mondo non solo in termini di temperature e clima, ma anche di terreni e luoghi, con storie e eredità che si riflettono nel prodotto finale” ha osservato Cathy Strange, giudice statunitense e Ambassador of Food Culture di Whole Foods Market.

E qui a Friburgo il formaggio non è soltanto cibo da assaggiare, ma una filiera che mette insieme allevatori, produttori, affinatori.

“Per avere un perfetto formaggio – ha sottolineato Jurg Drayer, esperto casaro originario dell’Emmental e presidente Cetra Alimentari SA – ci vuole prima il mungitore che conosce molto bene le sue mucche o le capre, le pecore eccetera. Dopo dipende da cosa mangiano: sugli alpeggi mangiano un’erba fresca con tantissimi fiori eccetera che questo dà già lì un aroma caratteristica delle montagne. Dopo ci vuole un casaro bravissimo che ha sotto controllo la sua produzione, che lavora precisamente e infine la maturazione che è importante che venga fatta ogni giorno al massimo e con la maturazione dopo alla fine viene un formaggio di altissima qualità”.

Una gara, dunque, ma anche una vetrina per un settore che deve fare i conti con un mercato internazionale sempre più competitivo e cercare di valorizzare ciò che distingue il proprio prodotto, dal latte di prima qualità alla lavorazione, dalla stagionatura ai sistemi di produzione e tracciabilità.


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