La BCE lascia i tassi d’interesse invariati al 2%
La Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse al 2%, confermando la linea di cautela adottata negli ultimi mesi. La decisione, presa all’unanimità dal Consiglio direttivo, arriva in un contesto di crescita economica dell’Eurozona più solida del previsto e di progressivo rallentamento dell’inflazione.
BCE tassi di interesse al 2%: perché la scelta di attendere
Il dato che ha rafforzato la posizione della BCE è quello sull’inflazione core, che esclude energia e alimentari: a gennaio è scesa al 2,2%, il livello più basso dalla fine del 2021. Anche l’inflazione complessiva ha sorpreso al ribasso, attestandosi all’1,7%, contro il 2% del mese precedente.
Sul fronte della crescita, il Pil dell’Eurozona nel quarto trimestre dello scorso anno è aumentato dello 0,3%, leggermente sopra le attese degli analisti. Un segnale che conferma, secondo Francoforte, la capacità dell’economia europea di reggere un contesto internazionale complesso.
Lagarde: “Inflazione e economia in una buona posizione”
“Siamo in una buona posizione, l’inflazione è in una buona posizione”. Con queste parole la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha commentato la decisione, ribadendo un concetto già espresso più volte negli ultimi mesi.
Nel comunicato ufficiale, la BCE ha parlato di un’economia che “rimane resiliente in un ambiente globale difficile”, grazie a fattori come la bassa disoccupazione, l’aumento degli investimenti pubblici, inclusa la spesa per la difesa, e bilanci privati giudicati solidi.
Inflazione verso il target, ma senza fretta
L’istituto centrale ha confermato che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi intorno all’obiettivo del 2% nel medio termine, ma Lagarde ha invitato alla prudenza nell’interpretare i dati più recenti. Il calo dell’inflazione di gennaio, ha sottolineato, rappresenta un singolo dato e la politica monetaria non può essere “ostaggio” di un’unica rilevazione.
Euro forte e mercati in attesa
Dopo l’annuncio, l’euro ha reagito poco, restando stabile e leggermente più forte sul dollaro, poco sotto quota 1,18. La recente forza della moneta unica, favorita dall’indebolimento del biglietto verde, è stata discussa dal Consiglio direttivo. Secondo Lagarde, l’impatto del cambio è già incorporato nelle previsioni di base della BCE.
Gli operatori di mercato continuano comunque a scommettere su una bassa probabilità di un nuovo taglio dei tassi entro l’anno: i derivati indicano circa il 20% di possibilità per una riduzione di 25 punti base.
Tassi d’interesse: uno scenario di stabilità dopo i tagli
I precedenti tagli ai tassi, avviati nel giugno 2024, hanno portato il costo del denaro ai livelli più bassi dal dicembre 2022. Ora, con segnali macroeconomici migliori del previsto, la BCE sembra orientata a una fase prolungata di stabilità, mantenendo alta la soglia per eventuali nuove mosse.
In sintesi, la decisione di lasciare i tassi di interesse al 2% riflette la fiducia di Francoforte nella tenuta dell’economia dell’Eurozona e nel percorso di rientro dell’inflazione, senza però abbassare la guardia sui rischi globali.
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