Tavolara, il resort dei brasiliani che fa infuriare la Sardegna
Lo scontro tra Governo e Regione sulla costa più protetta dell’isola
Il caso Tavolara esplode a partire da un progetto turistico nella zona di Cala Finanza. Siamo nel comune di Loiri Porto San Paolo, davanti all’area marina protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo. Si tratta di uno dei tratti di costa più delicati e iconici della Sardegna. Qui entra in gioco un investimento immobiliare legato a capitali brasiliani. Il progetto non riguarda l’isola di Tavolara in sé, riguarda invece la fascia costiera di fronte, già sottoposta a forte attenzione paesaggistica.
Chi c’è dietro il progetto
La società proponente risulta riconducibile a investitori brasiliani collegati a un colosso del real estate e del lusso, attivo in diversi Paesi. Il progetto in Sardegna rappresenta un tassello strategico nel segmento turistico di alta gamma. Al momento i dettagli commerciali restano limitati, non esiste una conferma ufficiale sul marchio che gestirà l’eventuale struttura alberghiera. Si parla di resort di lusso, ma le formule precise non compaiono negli atti pubblici disponibili.
Cosa ha deciso il Governo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il progetto, questa scelta consente un iter accelerato per gli investimenti considerati strategici. La decisione ha però aperto uno scontro istituzionale molto forte. La Regione Sardegna aveva espresso parere negativo e la Soprintendenza aveva bocciato l’intervento. Nonostante ciò, il via libera governativo è arrivato lo stesso. La Regione ha annunciato un ricorso contro la decisione.
Perché Tavolara è diventata un caso nazionale
L’area di Cala Finanza si trova a ridosso di un’area marina protetta. Questo elemento rende ogni intervento urbanistico estremamente sensibile. Il nodo politico ruota attorno a tre assi: Il primo asse riguarda il peso degli investimenti privati internazionali. Il secondo riguarda la tutela ambientale di una costa simbolo del Mediterraneo. Il terzo riguarda il rapporto tra autonomia regionale e decisioni centrali legate alla ZES (Zona Economica Speciale). Il progetto brasiliano su Tavolara diventa così un caso nazionale. Da una parte c’è la promessa di sviluppo e turismo di fascia alta, dall’altra c’è il timore di un precedente pericoloso sulle coste più pregiate.
Torna alle notizie in home