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Cultura & Spettacolo

Terremoto Biennale Venezia: si dimette la Giuria internazionale

La mossa, a pochi giorni dal via della manifestazione, dopo le polemiche sui padiglioni Russia e Israele

di Angelo Vitale -


A pochi giorni dal taglio del nastro, la Biennale d’Arte di Venezia precipita in una crisi senza precedenti: si dimette la Giuria internazionale. Protagonista di una scelta di rottura senza precedenti riguardo a quanto accade, ha rassegnato le dimissioni in blocco dopo le durissime polemiche nate su alcuni padiglioni nazionali.

Chi sono i membri della Giuria dimissionaria

Il quintetto della Giuria della Biennale di Venezia, composto da figure di spicco della curatela e della critica internazionale, era guidato da una linea fortemente orientata all’impegno geopolitico. Solange Farkas (presidente): curatrice brasiliana e anima dell’Associação Cultural Videobrasil. Zoe Butt: curatrice di base in Vietnam, nota per il suo lavoro sul sud-est asiatico. Elvira Dyangani Ose: direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona. Marta Kuzma: curatrice statunitense e prima donna a guidare la Yale School of Art. Giovanna Zapperi: storica dell’arte italiana e docente presso l’Università di Ginevra.

La rottura dopo le polemiche su Russia e Israele

Il punto di non ritorno alla Biennale di Venezia, dopo settimane di polemiche dovute alla decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio al padiglione russo, così come sulla presenza degli artisti israeliani.

Contro l’apertura di uno spazio per i rappresentanti di Mosca, in particolare, si sono scagliati l’Unione europea (minacciando un taglio dei fondi per la Biennale) e il governo italiano, tramite il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

La prossima mossa: Biennale Venezia sul filo

Gli occhi sono puntati su Ca’ Giustinian e sul ministero della Cultura. La mossa immediata sarà probabilmente un tentativo di nomina di una Commissione Straordinaria, ma il rischio di boicottaggi da parte degli artisti solidali con la giuria dimissionaria è altissimo. Il 9 maggio si preannuncia come una delle inaugurazioni più tese di sempre.


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