“The Others Art Fair” al Parcheggio Lancia di Torino
E’ il “graphic designer” torinese Federico Tosadori a firmare l’“immagine guida” della 15^ Rassegna

Sfondo (universo) grigio. Ad abitarlo un’assordante (e anche un po’ inquietante) folla fitta e indistinta di volti e corpi, “disturbata” – e ci sta nella trama dei colori – da due bizzarre figure gialle, stesso colore del titolo dell’evento, che si staccano dalla massa: sagome decisamente rapide ed essenziali, cristallizzate in grafica “tra il movimento e l’arresto”. E’ questa l’immagine guida, presentata nei giorni scorsi, della 15^ edizione di “The Others Art Fair”, la principale “Fiera italiana indipendente” dedicata all’arte contemporanea (emergente e sperimentale), organizzata dall’Associazione “The Others” e nata a Torino da un’idea del produttore genovese Roberto Casiraghi e di Paola Rampini, quale punto di riferimento fondamentale durante la “Torino Art Week”. Alternativa decisamente “corsara” rispetto alle tante, blasonate “Fiere d’Arte” tradizionali, anche l’edizione 2026, incentrata sul tema “Sosta temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”, torna ad interrogare il “contemporaneo” a partire da uno “spazio” non convenzionale e da un’attenta “riflessione sul valore della pausa, dell’attesa e delle direzioni inedite che in ogni istante possono aprirsi”.
Dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, del “Parcheggio Lancia” di piazzale Chiribiri, in Borgo San Paolo, come nuova sede subalpina della 15^ edizione di “The Others”, gli organizzatori hanno dunque svelato anche il nuovo “visual”, firmato, come detto, dal “graphic designer” e “art director” torinese Federico Tosadori e costruito attorno al concetto di “altro”: ciò che rompe l’abitudine, mette in discussione il già visto e apre nuove prospettive. Racconta lo stesso Tosadori, che del cambio di prospettiva ha volutamente fatto “elemento identitario” di ogni suo progetto, dove il “design” diventa, su tutto, strumento di dialogo tra “immagini e idee”: “L’immagine guida interpreta ‘The Others’ come un luogo in cui le differenze non sono distanze, ma possibilità: linguaggi da incontrare, punti di vista da attraversare e nuovi sguardi da cui osservare il contemporaneo”.
Alla luce di queste osservazioni, si può ben dire che il “visual” dialoghi con il tema di quest’edizione, “Sosta temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”, ideato da Lorenzo Bruni, direttore artistico di “The Others”, sviluppandolo da un’angolazione diversa. Se la scelta del “Parcheggio Lancia” trasforma temporaneamente un luogo destinato alla sosta e al transito in uno “spazio di incontro e produzione culturale”, l’immagine legge la sospensione come “un’occasione per fermarsi, mettere in discussione ciò che ci è familiare e aprirsi a ciò che è altro da noi, dal già conosciuto e dalle consuetudini”.

Di qui e proprio a partire da questa riflessione sullo “spazio” – con un occhio sempre ben attento a valorizzare l’arte emergente e le “pratiche indipendenti” – arriva anche la proposta di “The Others” di lanciare “EXPANDED GROUNDS – Opere fuori scala per uno spazio di sosta”, una nuova “open call internazionale” dedicata a installazioni, sculture, interventi ambientali, opere di grande formato e progetti multidisciplinari “capaci di trasformare temporaneamente lo spazio della manifestazione”. Aperta fino a venerdì 25 settembre 2026, la call si rivolge a gallerie, kunsthalle, Fondazioni, associazioni culturali, residenze d’artista, centri d’arte contemporanea, organizzazioni non profit e spazi indipendenti italiani e internazionali, comprese le realtà che parteciperanno a “The Others”, invitandoli a proporre “progetti capaci di ridefinire percettivamente e concettualmente lo spazio della manifestazione”.
“Viviamo in un’epoca – sottolinea ancora Lorenzo Bruni – nella quale gran parte della nostra esperienza dell’arte avviene attraverso lo schermo di uno ‘smartphone’. Lo scorrimento continuo di immagini e notizie sui ‘social network’ tende a privilegiare opere immediatamente riconoscibili, fotogeniche e capaci di catturare l’attenzione in pochi secondi. Questa condizione rischia però di ridurre la complessità dell’esperienza artistica a una semplice superficie visiva. ‘EXPANDED GROUNDS’ nasce dal desiderio di riportare al centro la dimensione fisica dell’incontro con l’opera. Un parcheggio è prima di tutto uno spazio che viene attraversato. Le opere selezionate saranno chiamate non soltanto a occupare lo spazio, ma a modificarne la percezione, creando nuove forme di orientamento, esperienza e relazione tra il corpo, l’architettura e il pubblico”.
Da sottolineare ancora che, per il primo anno, il “Gruppo Iren” è sponsor ufficiale di “The Others”: “una partnership – si sottolinea – che non solo rafforza l’impegno dell’azienda a sostegno del settore culturale e delle iniziative che contribuiscono a valorizzare il territorio, ma che ne conferma la visione di sostenibilità come creazione di valore condiviso, capace di generare opportunità di crescita, partecipazione e sviluppo per le città in cui opera”.
g.m.
Nelle foto: “The Others Art Fair” (Ph. Valentina Arba; Federico Tosadori nuova “Immagine guida”; Staff “The Others”
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