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Attualità

Un’ordinanza del sindaco di Taranto sul futuro dell’ex Ilva

Il Comune vuole "spegnere" la centrale termoelettrica. Urso: "Speriamo non comprometta continuità operativa"

di Paolo Diacono -


L’ordinanza del sindaco di Taranto Pietro Bitetti riapre il dibattito sul futuro dell’acciaio italiano e sull’ex Ilva in particolare. Il primo cittadino del capoluogo jonico ha deciso di imporre, per il tramite appunto di un’ordinanza, lo stop alla centrale termoelettrica. Blocco che dovrebbe avvenire entro trenta giorni. E da cui potrebbe discendere, chiaramente, la fermata del ciclo produttivo. Un intervento, quello del primo cittadino, che è arrivato a distanza di poco tempo dall’incontro con gli indiani di Jindal. Che tutte le parti coinvolte avevano definito “positivo”.

L’ordinanza del sindaco di Taranto e il futuro dell’ex Ilva

Stando a quanto riferiscono fonti a conoscenza dei dossier e delle conseguenze dello stop decretato dall’ordinanza del sindaco di Taranto, lo “spegnimento” della centrale termoelettrica renderebbe impossibile anche l’approvvigionamento dell’energia elettrica prodotta dai gas siderurgici, oggi utilizzata per alimentare gli impianti a valle dell’area a caldo a Taranto. In pratica, le conseguenze si rifletterebbero immediatamente su tutto l’indotto e la rete produttiva nazionale dal momento che verrebbe meno una componente essenziale per il funzionamento dell’intero sito con effetti sugli altri stabilimenti del gruppo nel Nord Italia.

La risposta di Pichetto

Il ministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin non prende posizione. Semmai prende atto della scelta del sindaco di Taranto e del contenuto dell’ordinanza. Una sola parola, pronunciata dal titolare del Mase, che non sembra sciogliere l’ennesimo nodo della matassa ex Ilva. “Vedremo”. Il ministro ha spiegato che l’atto sindacale “verrà valutato”. E poi il governo deciderà come muoversi e in quale direzione.

L’auspicio di Urso

Il ministro all’Industria Adolfo Urso s’è augurato che l’ordinanza emessa dal sindaco di Taranto non comprometta la continuità operativa dello stabilimento. Il tema centrale della vicenda è, dunque, questo. Fermare l’operatività ha un costo che, in questo momento, sarebbe fin troppo oneroso.


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